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“Potevo anche pensare che l’amministrazione Santagostino non fosse interessata alla costruzione della casa anziani (Rsa), ma dai sampietrini non mi aspettavo che sottovalutassero l’importanza del tema, visto che quando governavamo noi avevano manifestato gradimento”. L’ex assessore, ora consigliere comunale Dario Ceniti (Fratelli d’Italia) è amareggiato per l’inaspettata evoluzione della vicenda che ha, almeno per il momento, calato il sipario sulla Rsa. Ma non per questo getta la spugna. “La non volontà di dare seguito alla convenzione -puntualizza Ceniti-, senza avanzare una proposta alternativa credibile e fattibile, è un’assurda bizzarria che penalizza la comunità ed espone il Comune a possibili richieste per danni dalla controparte. Se la giunta avesse accettato la mia proposta di congelare per qualche mese l’operazione e riaprire le trattive con la Coop Anziani 93 si sarebbe potuto trovare una soluzione soddisfacente, invece niente.

Ora il rischio che l’opera non veda mai più la luce non è trascurabile. Se poi si consideri che in 9 mesi la giunta Santagostino ha incontrato una sola volta la controparte e il sindaco non ha detto una sola parola, lasciando all’assessore Carlo Meregalli il compito di trattare, è ancora più deludente il comportamento dell’esecutivo. Se le tariffe, a suo giudizio, fossero così alti non si sarebbe potuto rinegoziare, prima di chiudere ogni spiraglio di intesa, la convenzione per giungere a un accordo?”. Insomma al momento la Rsa segna per forza di cose il passo. Tuttavia l’amministrazione Santagostino non è nel frattempo rimasta a guardare. “Abbiamo incontrato informalmente precisa il sindaco Yuri Santagostino– anche altri operatori interessati alla costruzione di una Rsa da 100-120 posti confrontandoci sulle tariffe e sulla possibilità delle agevolazioni a fronte di agevolazione per gli anziani di Cornaredo e San Pietro all’Olmo”. Ma Ceniti ne ha per tutti. “Ha dell’incredibile -aggiunge- che il M5S sia uscito a cose fatte con stupefacenti prese di posizioni quando in consiglio comunale il suo rappresetante Marco Cardillo non ha detto una sola parola. Anche il consigliere delegato alle problematiche sampietrine Francesco Caroccia non ha avvertito l’esigenza di intervenire in aula per spiegare come concilia il suo ruolo con gli interessi della comunità. Una situazione imbarazzante che fa perdere credibilità alle istituzioni e nel contempo dà indirettamente sostegno alle scelte amministrative che non vanno incontro alle aspettative e ai bisogni dei cittadini”.

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