La montagna, alias il sindaco Giancarlo Lonati, partorirà il classico topolino, oppure riuscirà a tirare fuori dal cilindro qualche idea geniale per ridare ossigeno alla giunta che si barcamena stancamente? Chissà, ma è difficile immaginare un colpo di remi che lasci stupiti e abbia anche qualche effetto positivo sull’operato amministrativo. L’unica soluzione sarebbe quella di azzerare le deleghe per ripartire con una nuova squadra, magari pescando dalla società civile, ma è un’operazione che non è nelle corde del sindaco che fra le sue prerogative non possiede certo la carica innovativa. Il rischio è che, volendo fare solo qualche aggiustamento di facciata, finisca per lasciare una scia di polemiche che non aiuterebbero la causa.
Sì, perché estromettere l’assessore Simona Tagliani non è agevole per via del fatto che nel Pd non tutti vedono di buon occhio il suo accantonamento per far posto a Lia Ferrari. La decisione peraltro finirebbe per dare ragione al M5S che con una mozione, al momento congelata, da tempo chiede il suo allontanamento dalla giunta. Il primo cittadino dovrà proprio superarsi per smarcarsi dalle critiche. Poi c’è da vedere come eventualmente sostituire l’assessore Silvia Bona che ha manifestato la volontà di dimettersi. La sua eredità sarà raccolta da Ivan Andrucci? E dulcis in fundo Roberto Galli, il consigliere fuoriuscito dalle liste civiche, si accontenterà di donare il sangue se nessuna contropartita, visto anche che Bona per cui si è sinora speso è pronta a gettare la spugna? Alcune voci che circolano in paese lo accreditano come nuovo presidente del consiglio comunale al posto di Antonio Di Conza (Pd). Sarebbe, se così fosse, un riconoscimento al suo fedele e decisivo sostegno alla compagine amministrativa, poichè assessore non potrà diventare in quando si dovrebbe dimettere e a quel punto la maggioranza non avrebbe più i numeri e per di più così passerebbe sopra sui dubbi che lo agitano per la cacciata di Tagliani. I margini di manovra di Lonati sono molto stretti in considerazione che Io amo Bareggio non ne vuol sapere di sostituire i suoi due rappresentanti in giuta, ovvero il visindaco Egidio Stellardi e l’assessore Marco Gibillini.
