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Ricevo e pubblico questa nota del Partito democratico sul “caso Tagliani”.
Il direttivo del circolo “25 aprile” del Partito Democratico intende fare chiarezza riguardo alla gravità delle affermazioni subite ultimamente, come a volerlo far sembrare un’organizzazione politica che prende decisioni all’interno di segrete stanze in una logica oligarchica, al fine di occupare le poltrone del potere, e con il qui presente comunicato, sente il dovere di fare un po’ di chiarezza. Rigettiamo ai mittenti quanto hanno detto, perché pensiamo che come in qualsiasi associazione di vario genere, ci siano dei momenti in cui si ha il dovere di prendere delle decisioni in conformità a situazioni che sono continuamente in divenire.

A maggior motivo, quando si opera in un ambito politico, e si è la maggiore forza di governo locale, è dovere degli organismi interni eletti e legittimati, prendere determinate decisioni, assumendosi le proprie responsabilità, per dare delle indicazioni con l’obiettivo di stimolare e perseguire una linea politica a servizio dei cittadini e radicata innanzitutto su quei valori fondamentali presenti nel codice etico e nello statuto del Partito Democratico. Credere nei valori fondativi come quello dell’appartenenza, aderendo al partito tramite il tesseramento, e quello in cui “le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico sentendo il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato, secondo una volontà d’intesa”, ricercata in una reale interlocuzione, per favorire la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione democratica nelle forme più inclusive”. Sono valori etici e morali imprescindibili. Se mancano queste condizioni tutto si complica e anche per questo il direttivo del PD, ha dato seguito ad una serie di incontri, all’interno di un arco di tempo compreso tra luglio e settembre, al termine del quale non si è trovata una intesa con l’ex assessore Tagliani che da questo punto di vista è diventata incompatibile politicamente col circolo, lo stesso che l’ha messa in condizione di poter essere eletta e poi essere scelta dal sindaco come amministratore. Il PD non ha nulla contro la persona di Simona Tagliani e che quando si fanno delle scelte politiche sofferte, come quella che è stata fatta, sono appunto decisioni politiche e metterle invece su un piano personale sarebbe sbagliato. In seguito, su accordo con i nostri alleati e il sindaco, Giancarlo Lonati, a causa delle dimissioni dell’assessore Silvia Bona, si è deciso di anticipare a settembre il momento di un eventuale rimpasto amministrativo, che altrimenti sarebbe dovuto cadere appena prima della fine dell’anno. All’interno di questo scenario anticipato, il direttivo del PD ha fatto presente al sindaco la situazione che si era venuta a creare con l’ex assessore Tagliani, prestando massima attenzione a non agire in modo da creare una prevaricazione politica all’interno di un ambito che anche giuridicamente, disciplina e identifica la figura del sindaco come l’unica che può sfiduciare un assessore. Per questo è profondamente sbagliato pensare a un ultimatum, o addirittura dire che tutto questo fosse stato studiato per soddisfare la fame di poltrone da parte di qualcuno. Chi afferma questo, sappia che assume un atteggiamento basato su informazioni riportate, il più delle volte strumentali, che tendono a mistificare la realtà, perché un’opinione consapevole si può maturare solamente vivendo in prima persona gli eventi, che in questo caso hanno caratterizzato gli incontri interni che si sono svolti riguardo questa questione. Riteniamo che la modalità del voto, scelta dal sindaco per l’individuazione della lista di nomi dai quali avrebbe dovuto eventualmente scegliere o riconfermare i nuovi assessori, sia da intendere come l’espressione massima della democrazia, e ricordiamo a chi dice che il sindaco o il PD hanno sbagliato, o agito secondo logiche carbonare, che la democrazia la si rispetta anche quando si perde. Terminiamo rivolgendoci direttamente all’opposizione, sia verso quelli che attaccano secondo il concetto per cui ai cittadini interessa SOLO quello che avviene e si discute all’interno di una forza politica di maggioranza e chissà perché non in quelle di minoranza, ma soprattutto a quelli che sino a poco tempo fa erano sotto alla stessa bandiera di Forza Italia, un partito fortemente padronale, nel quale il capo nominava e distribuiva cariche di vario genere ad ogni livello. Ecco, a loro che oggi osannano la trasparenza e la partecipazione su questa vicenda, vogliamo ricordare che dopo le dimissioni dell’allora assessore al bilancio e braccio destro dell’ex sindaco, si sono visti calare dall’alto, da un giorno all’altro, un assessore senza neanche averci preso prima un caffé, operazione da considerare solo come una delle ben sei dimissioni assessorili nel giro di due anni. Ancora oggi, non sappiamo il motivo di quella Waterloo che ha scritto un record storico negativo della politica bareggese, concluso con le dimissioni di massa di TUTTO E TUTTI. Soprattutto a loro ci rivogliamo, dicendogli di riflettere sul concetto che chi non ha memoria non ha futuro. Abbiate il coraggio di pensare al vostro passato.

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