Un immobile confiscato diventerà la casa delle associazioni o magari altro, ma sempre con finalità sociali. Infatti in municipio sulla scia della segnalazione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati hanno manifestato interesse all’acquisizione dell’immobile che è sito sul territorio cittadino. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, in caso di entrare in possesso dell’immobile è realizzare in primis una casa della associazioni da mettere a disposizione di gruppi e sodalizi, presenti e attivi sul territorio, senza alcun scopo di lucro e nell’interesse della comunità. Ma non è l’unica scelta che si è immaginata l’amministrazione comunale.
Un’altra opzione è realizzare un emporio solidale/social market dove in partnariato con il privato sociale presente sul territorio per dare la possibilità alle fasce più deboli e disagiate economicamente di accedere ai beni alimentari a costi calmierati o gratuitamente. Oppure di mettere a disposizione una parte dello stabile per idee imprenditoriali nell’ambito dell’economia della creatività e conoscenza e di ufficio condiviso a favore di giovani lavoratori e/o imprenditori, lavoratori precari e atipici di ogni categoria, disoccupati, microimprese del terziario avanzato che desiderano svolgere la propria attività in uno spazio funzionale ed economicamente sostenibile e bisognevoli temporaneamente di un ufficio attrezzato. E dulcis in fundo destinare l’edificio nei piani interrati a sede dell’archivio comunale, che oggi si trova in una struttura non proprio idonea. Il Comune si fa carico delle spese per eventuali lavori di deguamento della struttura alla nuova destinazione d’uso e dei relativi costi di gestione.