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| Davide Rossi |
La consegna delle 2.000 firme in municipio da parte della Lista civica per chiedere la riapertura degli ambulatori comunali hanno riacceso le polemiche, che per la verità non si erano mai spente. Intanto il vicesindaco Davide Rossi non ci sta a quelli che lui definisce attacchi strumentali e ribadisce la posizione e le scelte dell’amministrazione comunale sul controverso tema.
Le leggi che riguardano il servizio sanitario nazionale hanno assistito, nel corso degli anni al mutamento della distribuzione delle competenze istituzionali, finalizzate ad assicurare le funzioni e compiti al fine di tutelare meglio la salute degli individui e della collettività.
In origine, con la legge 833/78, il legislatore aveva individuato i Comuni, le Regioni e lo Stato stesso come erogatori delle prestazioni del dervizio sanitario nazionale; con il riordino legislativo del 1992/1993, il legislatore ha attribuito in via esclusiva alle Regioni sia le funzioni legislative sia amministrative in materia di assistenza ospedaliera e sanitaria.
Per anni le amministrazioni di centrosinistra e centrodestra hanno dato in concessione l’utilizzo dei locali del poliambulatorio sedrianese mettendo a bilancio circa € 70.000 a fronte di un introito massimo di € 29.000 (la perdita per anno ammontava quindi a circa € 41.000 + costi di utenza e pulizia dei locali), sebbene dal 1992/1993 non fosse più di competenza dei Comuni.
Mancato aggiornamento in materia legislativa? O forse perché, noncuranti delle leggi, i soldi venivano spesi senza porsi troppe domande?
Pur consapevoli che le forme di assistenzialismo, in particolare in ambito sanitario, assumono importanza fondamentale, occorre in questo momento storico spendere il denaro pubblico in maniera più oculata e mirata a fronte di un aumento esponenziale delle risorse che si rendono necessarie per l’erogazione di servizi (a esempio destinati ai diversamente abili) e, come risaputo, di introiti da parte di Stato e Regioni di gran lunga diminuiti; tra l’altro l’odierna capacità di spesa è ancor più limitata, anche a causa di mutui accesi in passato in maniera forsennata, a fronte dei quali dobbiamo pagare annualmente circa mezzo milione di euro, tra quota a conto capitale e interessi passivi.
Precisiamo inoltre che negli ultimi anni lo Stato, tramite un questionario relativo ai fabbisogni dtandard (Sose), mappa l’intero territorio nazionale al fine di promuovere un uso più efficiente delle risorse pubbliche. Aprire il poliambulatorio con la vecchia logica, oltre a essere “fuori normativa” e non essere riconosciuto tra i fabbisogni standard, comporterebbe che le spese sostenute per la riapertura non potrebbero essere inserite nel questionario citato né nelle rendicontazioni delle proprie attività che periodicamente il servizio sociale è chiamato a rendere, con conseguente diminuzione delle quote di trasferimento che Stato e Regione riconoscono all’ente per l’esercizio delle funzioni fondamentali attribuitegli dalla normativa vigente.
D’altra parte la totale assenza e/o il fallimento sui territori limitrofi (e non) di un servizio strutturato come nei desiderata della vecchia politica, dovrebbero indurci ad una seria riflessione circa la sua sostenibilità, tanto da un punto di vista normativo quanto economico.
Ribadiamo quindi che la funzione relativa ai servizi sanitari è in capo alle Regioni.
Il poliambulatorio comunale sarà riaperto comunque per offrire un servizio di assistenzialismo ai cittadini ma non deve comportare più un costo per il Comune, locando gli spazi a medici a fronte del pagamento di un canone trimestrale, calcolato sull’effettivo costo, ed applicando, per i cittadini di Sedriano, un prezzo scontato di almeno il 20% sul prezzo di listino.
Nella speranza che questo ulteriore chiarimento possa essere utile a quei tanti cittadini che hanno partecipato alla raccolta firme, l’amministrazione comunale informa la cittadinanza che il poliambulatorio comunale sarà riaperto nelle modalità sopra descritte. Contestualmente invitiamo i promotori della raccolta firme a confrontarsi con codesta Amministrazione e con i funzionari comunali per avere delucidazioni e chiarimenti in merito ai vincoli normativi vigenti.
Non ci sono volontà, ostinazione, disponibilità economiche, investimenti a bilancio o altro che possano portare il Comune di Sedriano ad una scelta diversa da quella che abbiamo descritto. All’opposizione politica rinnoviamo l’invito nel proporre soluzioni concrete e attuabili e non limitarsi a fare populismo propagandistico elettorale.
