Non è basta l’interrogazione del Movimento 5 Stelle per fare chiarezza sui soldi scomparsi dall’ufficio anagrafe. Infatti dalle risposte fornite in consiglio comunale non si è anzitutto ben capito se l’entità della somma sottratta dalle casse comunali sia di 1.000 euro come si è sempre detto, oppure se consistente. Da indiscrezioni sembra che sia maggiore, anche se non particolarmente rilevante, ma non c’è alcuna certezza. L’unica cosa certa che l’unica persona sott’accusa è la dipendente Barbara Navoni su cui, stando a quanto ha detto l’assessore Maikol Bergamaschi in consiglio comunale, è stata aperta una doppia inchiesta, una dalla Procura per accertare eventuali profili penali e l’altra dalla Corte dei Conti per gli aspetti riconducibili a possibili danni erariali.
Bergamaschi ha anche detto che i controlli si sono concentrati nel periodo compreso fra il 2006 e il 2016 e a rimanere impigliata nella rete degli accertamenti è stata l’infedele impiegata. Insomma, a sentire l’assessore, si è trattato di un caso isolato e l’amministrazione comunale smascherando la dipendente non ha fatto altro che il proprio dovere al di là della supposta irrisoria cifra.
