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Il punto ristoro al campo sportivo offre una nuova occasione a Sinistra di Sedriano per bacchettare l’amministrazione pentastellata e trovare conferma di quello che definisce “dilettantismo politico-amministrativo di Cipriani e probabilmente anche di qualche ufficio”. Il tutto a seguito all’apertura all’interno del complesso sportivo di un servizio bar e ristorazione a opera della società  calcistica Acd Sedriano, vincitrice del bando di gara. Tuttavia sulla regolarità dell’esercizio sono state sollevati dubbi dal consigliere comunale Roberto Scurati (Lega nord) e da altre forze politiche. Il sindaco ha tacitato tutti dicendo che era tutto a posto, ma qualche giorno il servizio è stato bloccato ufficialmente per la mancanza di allacciamento alla fognatura comunale.
Ma SdS non è convinta e chiede di sapere chi ha autorizzato l’avvio dell’attività e come venivano gestiti i relativi scarichi prima della chiusura. Non solo. SdS rileva che la “contesa fra la società Acd e il Comune riguarda anche una questione economica (di che entità?) relativa ad alcune utenze. Cosa nota e datata, ma non ancora risolta a distanza di svariati mesi”. Ma perché? “Probabilmente -si chiede SdS– si attende la mediazione divina per dirimere il contenzioso o la complessità matematica non ha ancora consentito di risolvere il problema. Tuttavia questo ha spinto il Comune ad esercitare, tardivamente, molto tardivamente, pressioni per costringere l’Acd a mettere mano al portafoglio e provvedere in proprio ai lavori di allacciamento, presupposto imprescindibile per l’autorizzazione al riavvio dell’attività. Condizioni – forse- non così indispensabili, se comunque il ‘ristorante’ era già da tempo aperto al pubblico”. Un pasticcio che sarebbe rimasto tale se nessuno avesse avuto da ridire. Insomma il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. “È vero che la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività ) -chiosa SdS– è un documento prodotto in autocertificazione e che consente l’avvio di una attività dichiarando di aver rispettato le norme urbanistiche, edilizie, igienico sanitarie, ambientali ecc., ma è altrettanto vero che tale documento deve essere corredato da elaborati tecnici e planimetrici per le successive verifiche da parte degli uffici competenti”. E allora -puntualizza SdS– all’atto della presentazione, gli scarichi  come venivano previsti? E se la ‘cosa’  non fosse diventata di pubblico dominio come sarebbe stata affrontata e risolta? Nessun lo sa… o forse sì?”. 

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