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Tutti contro tutti. Sì, è il leit motive della campagna elettorale. Infatti, salvo sterzate o inversioni di tendenza al fotofinish, le forze politiche sono determinate a correre ognuna per conto proprio per poi allearsi al ballottaggio e strappare così qualche poltrona in più che altrimenti sarebbe stato più difficile. Certo è che le alleanze e la convergenza d’intenti non intrigano forse perché si pensa che nessuno possa prevalere al primo turno e ci si tiene liberi per ottenere molto di più in seconda battuta. E così i 5 Stelle corrono in autonomia e in pole position per la candidatura a sindaco c’è Flavio Ravasio; Bareggio 2013 non si allea con nessuno e candida con tutta probabilità Monica Gibillini; Io amo Bareggio scioglierà la riserva nella convention di venerdì 20, ma è possibile che non si coalizzi in prima battuta con alcuno per scegliere con chi è più conveniente andare al ballottaggio; il Pd al momento è senza partner e se il candidato è il sindaco uscente Giancarlo Lonati rischia di restare da solo eventualmente anche al senso turno.

L’arcipelago della sinistra è riunita nella lista Sinistra in movimento e si cimenta in solitaria con Simone Baroni possibile candidato. Il gruppo di via Matteotti 23 (Voi con noi e lista di Paolo Pedroli) corre anch’esso da solo. Il centrodestra è diviso con Lega e Forza Italia da una parte con candidata sindaco Linda Colombo e dall’altra Bareggio nel cuore, Fratelli d’Italia e Gente di Bareggio con Ermes Garavaglia candidato sindaco. Uno scenario molto frammentato che fa immaginare che nessuno ce la faccia a vincere a primo turno. Un dato assodato è che Forza Italia, Bareggio 2013, Io amo Bareggio e Bareggio nel cuore attingono nello stesso bacino elettorale (oratorio) e questo potrebbe essere fortemente penalizzante o da freno alle ambizioni. Il risultato oggi non è pronosticabile per via delle divisioni, ma le sorprese non sono mai da escludere.

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