Le dimissioni del consigliere comunale Alberto Camerati sono state metabolizzate velocemente dalla maggioranza per calare il sipario sull’incidente di percorso. Ma ViviAmo Vittuone non ci sta e rilancia. E in questa nota che ricevo e pubblico attacca la compagine guidata dal sindaco Stefano Zancanaro. Il consigliere Camerati si è dimesso, defilandosi in punta di piedi per non fare rumore e non “disturbare” il vero capo della maggioranza leghista, Enzo Tenti. Ma rivediamo alcuni aspetti che ne hanno caratterizzato la presenza in consiglio comunale. Dopo essere stato eletto come consigliere di maggioranza nella lista “Il Nostro Paese”, l’ha abbandonata per entrare nel Gruppo misto (da lui stesso costituito), scegliendo in tal modo di dislocarsi ai margini dell’attività consiliare così da non dover prendere alcuna posizione. Ci si potrebbe chiedere il perché di tale scelta. La risposta è semplice: sarebbe impensabile e, soprattutto, improbabile la sua appartenenza ad un gruppo che comprendesse anche Tenti, verso il quale Camerati ha nutrito una ben nota avversione, scaturita già a suo tempo da forti contrasti. Per questo ora sfugge allo sguardo dell’ex sindaco forzista… non riesce proprio a sostenerlo!
Ma, fino ad ora, Camerati non aveva fatto nulla di significativo: si è sempre sottratto al dovere etico di una vera presa di posizione, dapprima dimettendosi da capogruppo, poi uscendo dalla maggioranza ed infine, ora, uscendo dal Consiglio, abbandonando tutto e tutti. Niente male, un gran bel “coraggio”. Durante la sua permanenza nel gruppo di Zancanaro non ha mai espresso una chiara posizione nei confronti della Maggioranza, sia che potesse essere a favore, oppure critica o contraria, non ha mai espresso alcunché in nessuna occasione. Per concludere la fotografia della prima faccia della medaglia occorre rammentare che Camerati, in un passato non così lontano, ha fatto parte del gruppetto dei più accaniti critici all’interno della maggioranza, finora critici solo a parole. Nei fatti, viceversa, Camerati ha solo finto di sostenere, con Fagnani e Bernacchi, la figura scomoda dell’ex assessore Cassani dato che lui e i due suoi “critici” si sono girati dall’altra parte allorquando Zancanaro, obbedendo alla “signora che tutto decide”, ha cacciato Cassani. Cosa dire, quindi? E bravo Camerati! Mai fatto nulla degno di nota. Ora che avrebbe potuto, qualche volta e finalmente, votare in modo critico fuori dalla maggioranza, abbandona la scena! E com’è nel suo stile, svicolando basso basso… Ma veniamo ora velocemente all’altra, problematica, faccia della medaglia. Camerati ha perlomeno lasciato il consiglio e, implicitamente, Zancanaro. Un po’ tardi, invero, ma l’ha lasciato. Gli altri due, invece, che pur continuano a lamentare carenze, inadeguatezza ed incapacità di questa Maggioranza, sono ancora lì ad alzare la manina quando Zancanaro – o, meglio, Tenti – glielo chiedono. Siamo messi proprio bene!
