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Ma valeva la pena sull’area feste incaponirsi in vertenze che già in partenza erano perse? Sicuramente no, ma in municipio evidentemente pensano che alla fine tutto torni e vanno avanti come se nulla fosse, nonostante il rischio di dover pagare di tasca propria se la Corte dei conti dovesse accogliere il ricorso dell’ex sindaco Alfredo Celeste. Certo è che nell’ultimo consiglio comunale per far fronte alle sentenze relative al lotto a e B in cui il Comune si è ritrovato soccombente hanno deliberato di accantonare 347.000 euro nella voce debiti fuori bilancio. Eppoi altre spese legali. Una cifra che nel caso le sentenze dovessero essere confermate non basterà per via degli inevitabili interessi e rivalutazioni che scatteranno. Una situazione paradossale e dagli effetti tragicomici che nel corso del tempo si è venuta a delineare.
Sì, perché sono state bruciate risorse che potevano essere impiegate molto meglio per i cittadini e quel che è peggio l’area è interdetta all’uso per via della controversia intentata prima dai commissari straordinari e poi continuata dagli attuali amministratori. Da qui l’abbandono e il degrado delle strutture. Un incredibile spreco di denaro pubblico che tutto lascia immaginare sia maturato per spirito  di rivalsa sull’amministrazione Celeste che per ragioni fondate sul diritto. Le sentenze sfavorevoli non sono arrivate per caso. E oggi a pagare tutto questo è la comunità che non dispone di un bene e per rimetterlo eventualmente in sesto occorreranno notevoli investimenti. 

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