Siamo a Bareggio o in Amazzonia? Se lo chiede il Partito Democratico alla luce della crescita abnorme dell’erba che qui e là svetta. E critica duramente l’assessore Franco Capuano a cui fa capo la manutenzione del verde.
«È tutta l’estate che facciamo i conti con un clima tropicale, ma non avremmo mai immaginato di ritrovarci a vivere nella foresta amazzonica.
Abbiamo scoperto dai social che l’improvvisa interruzione del taglio dell’erba era dovuta al cambio della ditta appaltatrice e che dal 1° settembre tutto sarebbe dovuto tornare alla normalità. Benissimo… se non fosse che sembra ancora di stare nella giungla. E, come se non bastasse, non si ricordano interventi dell’assessore Capuano riguardo al degrado a cui assistiamo ogni giorno.
Per non parlare del fatto che si sarebbe potuto iniziare a sistemare la zona delle scuole, non solo per una questione di decoro, ma soprattutto di sicurezza. È evidente che anche in questo caso ci sia una totale mancanza di comunicazione tra gli assessori competenti.
A tal proposito, assessore Capuano, una domanda: quanto ci mette questa nuova ditta a tagliare l’erba di tutto il paese? Sono passati quasi 20 giorni e ci sono zone ancora invivibili. Non si capisce nemmeno se il primo giro di sfalcio sia terminato: mettendoci così tanto, diventa impossibile capire dove finisca il primo intervento e dove inizi il secondo.
Tenendo conto che il servizio è pagato dai cittadini e che gli interventi previsti all’anno sono in numero ben definito, questa poca chiarezza mette tutti in difficoltà. Da un lato noi cittadini, che non sapremo mai se tutta Bareggio verrà effettivamente sistemata; dall’altro il Comune, che non riuscirà a controllare l’operato della nuova azienda.
Purtroppo non sarebbe la prima volta: già in passato l’assessore Capuano ha dimostrato difficoltà nel gestire il proprio ruolo, viste le continue delibere aggiuntive per coprire i tagli dell’erba e la gestione del verde, con un conseguente aumento dei costi per la collettività. Tutti sprechi che si sarebbero potuti evitare lavorando con più criterio fin dall’inizio. Speriamo che dai propri errori abbia imparato qualcosa. Nel frattempo, i cittadini di Bareggio pagano. E anche salato».
