Fare la campagna elettorale e poi diventare sindaco con le stimmate marchiate da Enzo Tenti è stato un macigno sulle sue spalle pari alla fatica di Sisifo, che ogni volta che spingeva un grande sasso sino alla cima della montagna se lo vedeva rotolare a valle. Eppure Elena Comerio non si è lasciata prendere dallo sconforto nel sentirsi dire che fosse una sorta di clone di Tenti e oggi, a dispetto delle maldicenze, si è ripresa la scena che le spetta per ribadire che è lei il sindaco.
«A volte sento dire – puntualizza con orgoglio – che io non sia il vero sindaco e che il “vero” sindaco, quello “in ombra”, sia Enzo Tenti. È successo ancora oggi, in occasione della conferenza stampa tenuta dall’assessore Tenti sulle deleghe di sua competenza, alla quale ero presente. Ed è proprio questo il punto: io c’ero. E sono sindaco anche quando ascolto. Per me, fare il sindaco significa custodire una visione e sostenere la squadra affinché quella visione diventi realtà. Il sindaco in cui credo è colui che tiene unito il gruppo, cura le relazioni, all’interno e all’esterno dell’amministrazione, sa con chiarezza dove si sta andando e persevera con determinazione verso quella meta. È colui che è testimone di una visione e del progetto attraverso cui quella visione prende forma. Significa tracciare una direzione, condividerla con gli assessori e con tutta la squadra, ascoltare i propri collaboratori e sapere quando è il momento di parlare e quando, invece, è il momento di ascoltare. Significa portare idee e, allo stesso tempo, crescere grazie al confronto con chi lavora al proprio fianco. Non è un esercizio dell’ego, ma un’espressione dell’anima».
Comerio non ha dubbi che «Enzo Tenti sia il miglior assessore all’urbanistica che la nostra squadra potesse avere, per competenza, lungimiranza ed esperienza. Così come ritengo prezioso ciascuno dei miei assessori e ogni componente della nostra squadra, perché ognuno sta mettendo a disposizione il meglio di sé, dal punto di vista professionale e umano, per realizzare un progetto condiviso. La presenza di Enzo non mi toglie nulla. Al contrario, arricchisce me, arricchisce la giunta e rafforza il nostro lavoro. Non mi sento in ombra, perché Enzo non cammina né davanti né dietro di me: cammina al mio fianco. Insieme a tutta la giunta e ai nostri consiglieri, percorriamo un’unica strada, con un unico intento: amministrare Vittuone per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, generando più gioia, più bellezza, più gratitudine, più entusiasmo, più meraviglia e più armonia per la nostra comunità».
La luna di miele in senso politico in questa fase iniziale, a suo giudizio, è pienamente felice qualunque cosa dicano gli avversari. L’impegno semmai è farla durare per tutta la legislatura. Ma c’è chi dubita. Spetta a Comerio smentire i “profeti di sventura”.
