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Il presidente del consiglio comunale Roberto Correnti si è dovuto obtorto collo coprire il capo di cenere per scongiurare serie conseguenze a seguito all’infelice battuta, come l’ha definita lui stesso, sui social nei confronti di Ignazio La Russa, presidente del Senato. Infatti nell’ultima seduta consiliare ha letto un testo per dare spiegazioni giustificative sulla sua infelice espressione  rivolta, a suo dire, “al signor La Russa” e non al presidente del Senato sui social a Ferragosto e rimbalzata  nella seduta consiliare del 4 settembre a seguito dell’intervento del consigliere Alfredo Celeste.

La mia infelice battuta – ha detto Correnti – era rivolta al politico, notoriamente non antifascista, anzi orgogliosamente fascista come da lui stesso consolidato e confermato. In questo periodo le azioni, le scelte e le proposte di La Russa hanno finito per spingermi nella mia qualità di politico, presidente dell’Anpi e antifascista convinto da sempre a scrivere quella frase sui social in modo irrazionale. Tuttavia mi preme ribadire che nella mia funzione di presidente del consiglio comunale non ho mai mancato di rispetto verso le parti locali e nazionali e ho rappresentato maggioranza e minoranza. La mia battuta essendo stata fatta da persona e non da presidente del consiglio non ha leso l’immagine e portato danno al consiglio comunale. Potrei – prosegue Correnti – indicare infiniti comportamenti di politici di alto rango, che in questi anni hanno riempito i social con esternazioni di ogni tipo. L’episodio non è imputabile alla figura del presidente del Senato e all’alta carica che riveste, ma al politico notoriamente fascista. Ho profondo rispetto per le istituzioni.

Che dire? Correnti, come fanno le squadre in difficoltà, ha buttato la palla in calcio d’angolo nella speranza di tenere lontano i possibili guai.

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