I giovani? Il luogo comune è che non s’impegnano, non hanno ideali, sono chini più sui smartphone. che sui libri. Ma è davvero così. Don Danilo Dorini è convinto di no e dà conto in questa riflessione sulla scia della riuscita manifestazione CornaBeatsFest.
È appena terminato il CornaBeatsFest organizzato da alcuni nostri giovani e adolescenti con il supporto di vari e numerosi adulti: una quattro giorni ben riuscita a detta di tutti coloro coi quali ho parlato. Personalmente ho partecipato a due serate e ho constatato l’impegno e l’entusiasmo, pur nella fatica, dei volontari.
Mi permetto una riflessione più ampia:
- Noi, adulti, dobbiamo coltivare un maggior ottimismo nei giovani, soprattutto di quei giovani che giocano il proprio tempo per un ideale e gratuitamente. Il pessimismo è una forma di miopia degli occhi annebbiati spesso da pregiudizi e da schemi rigidi. I giovani non potranno percepire la gioia della fede se incontrano adulti costantemente critici, chiusi in se stessi e nostalgici ‘dei propri tempi’.
- Una comunità adulta che ha a cuore i giovani deve essere capace di considerare la condizione giovanile nella sua realtà e nella concretezza della situazione e sostenerli il più possibile con la preghiera, la stima e l’incoraggiamento. Non sono molti, anzi …, i giovani che frequentano i nostri ambienti. A loro è chiesto di essere testimoni credibili e convincenti della bellezza della fede in Gesù. Alla domanda ‘chi te lo fa fare?’ non è sufficiente rispondere dicendo:
- per rilanciare un ambiente
- per fare vedere che l’oratorio non è solo per i bambini
- per animare una realtà visto che non c’è altro
- per attirare persone lontane
- …..
Risposte serie e accettabili, ma che non reggono sulla lunga distanza. Risposta fondante: perché anche in tal modo esprimo il mio essere credente in Cristo e ciò deve essere evidente e visibile nella gestione e impostazione delle serate; visibilità che non solo ‘l’organizzazione e/o l’evento in sé’, ma visibilità che contiene il suo significato che è il ‘CREDO’ in ciò.
- Uno sguardo stupito e ammirato. Noi adulti dobbiamo guardare con stupore e ammirazione l’impegno profuso dai nostri giovani e adolescenti in queste settimane, superando la tentazione della denuncia del negativo e della sottovalutazione – ‘noi facevamo meglio e di più’. Devono sentirsi sostenuti e incoraggiati da noi adulti e aiutati, per quanto possiamo, a migliorare sempre più. E se ci fosse qualche appunto da fare… sia costruttivo, rispettoso e incoraggiante. Sia un appunto propositivo che non parta dal ‘NON’ ma dal ‘PROVA A … ‘
Comunque, grazie e complimenti.
