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Elisabetta Ceschia, facente parte del direttivo di Forza Italia, anche in rappresentanza dei sei componenti riconducibili alla sua lista, non è soddisfatta della situazione che si è venuta a creare all’interno del circolo azzurro, di cui presidente Renzo Meda. E in questa nota che ricevo e pubblico esprime perplessità sulla gestione della segreteria. 

Nei primi giorni di aprile di quest’anno a Bareggio si è tenuto il congresso per l’elezione del nuovo segretario comunale di Forza Italia. Il risultato ha portato alla nomina di Renzo Meda e del nuovo direttivo, all’interno del quale sono stati inseriti sette componenti della lista antagonista, che vedeva la sottoscritta come candidata.

Da allora il buio più totale. Chi si aspettava una convocazione, almeno tesa ad una presentazione del gruppo e dei lavori, è stato sino ad oggi fortemente deluso. Tante belle parole ma che al momento restano tali.

Sul tavolo c’erano almeno due argomenti da trattare a nostro giudizio.

Il primo, la campagna tesseramenti 2025, che prevede l’organizzazione di due banchetti sul territorio da tenersi il prossimo week end e a luglio, così come richiesto dagli organismi centrali del partito.

Il secondo, quello legato al futuro politico del nostro partito a livello locale e rapporti con l’attuale maggioranza dopo quanto riservatoci dal sindaco Colombo, Lega, Fratelli d’Italia e Bareggio nel Cuore nel 2023, a risultato ottenuto ed in barba agli accordi assunti prima del voto.

Sia chiaro noi riteniamo che Forza Italia sia e debba essere all’interno di un progetto politico del centro destra, ma prima di riallacciare i rapporti la cosa richieda un necessario e dovuto confronto al nostro interno sul da farsi.

In entrambi i casi abbiamo appreso che il nuovo segretario Renzo Meda ha già provveduto ad affrontare le materie d’imperio, senza confronto e in modo autoritario.

Da un lato, a fissare i banchetti per il tesseramento, senza che noi si sappia a oggi nulla, giusto magari per poter anche noi partecipare.

Dall’altra, partecipando senza garantire una nostra presenza a degli incontri di maggioranza e a sottoscrivere un comunicato politico con la maggioranza in risposta ad una polemica con altri soggetti politici della minoranza.

Che al segretario sia in capo l’utilizzo del simbolo non si discute. Ma se ritiene che questo sia il modo corretto di muoversi, pensiamo allora che abbia sbagliato oltre all’approccio anche i tempi e a scegliere nel 2024 il nostro partito.

La nostra forza politica si è caratterizzata sin dalla sua fondazione per libertà e confronto interno e chi ne ha fatto parte ha sempre avuto modo e possibilità di esprimersi liberamente.

A Bareggio le cose sembrano con la nuova reggenza di Renzo Meda non andare più in questo senso, peraltro in presenza di un ricorso ai probiviri che potrebbe anche modificare le cose. Non potendo partecipare al ristretto conclave locale di Forza Italia organizzato dal segretario da Meda, ci rivolgiamo quindi a lui attraverso la stampa per inviargli un messaggio.

Caro segretario Renzo Meda, ci dispiace che in modo così antidemocratico lei si stia muovendo evitando la discussione ed il confronto interno, così come vorrebbero anche le regole oltre che al buon senso.

Quanto sta accadendo ed il suo comportamento ci lasciano perplessi. La ricordiamo diverso quando ai tempi militava nel Partito Socialista Italiano e quando è stato assessore della giunta di centro sinistra del sindaco Restelli a Bareggio.

Il tempo sappiamo cambia le cose e le persone, ma visti questi repentini cambiamenti non sappiamo più cosa pensare. Nella vita crediamo che vada concessa a chiunque la possibilità di ripensamento sulle proprie scelte, in particolare quando queste poggiano su oggettive motivazioni. Ecco il motivo per cui a noi piace restare creduloni, ma non per questo vogliamo che sia chiaro il fatto che non abbiamo l’anello al naso.

Con le nostre azioni vogliamo rimanere fortemente legati agli ideali liberali, di confronto, di trasparenza e di democrazia che abbiamo sempre condiviso e che intendiamo, oltre che come persone, politicamente portare avanti anche in futuro.

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