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Il comunicato della minoranza sulla convocazione del consiglio comunale di martedì 11 marzo è apparso nei piani alti del municipio come un maldestro boicottaggio per per sfuggire al confronto. L’amministrazione comunale così replica agli attacchi dell’opposizione. Il presidente del consiglio comunale deve osservare il regolamento e leggi vigenti, non certo i “piagnistei”, ingiustificati, di alcuni consiglieri comunali di minoranza. Da anni, e non certo da ieri, il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, votato all’unanimità da tutti i gruppi consiliari presenti in consiglio, prevede che il presidente convochi la conferenza dei capigruppo con avviso scritto da recapitarsi ai capi gruppo almeno n. 2 giorni prima.

La conferenza dei capigruppo è stata convocata a mezzo PEC nei termini di cui sopra e si è svolta regolarmente, in data 6.03.2025. Presenti la consigliera Bagatti (al posto di Tenti) e la consigliera Grassi, oltre alla capogruppo di maggioranza Anna Papetti. Assente solo un capogruppo di minoranza, che peraltro non ha chiesto di spostare la data o l’orario della conferenza, ma ha solo comunicato di non poter essere presente.  Presente anche la sindaca, in quanto si discutevano alcuni punti relativi al bilancio. In quella riunione si è discusso e collaborato nell’organizzazione dei lavori per lo svolgimento del consiglio comunale; si sono esaminati gli ordini del giorno previsti e si è concordato, tra tutti i capigruppo presenti, l’orario e la data del Consiglio Comunale da convocarsi l’11.03.2025 alle ore 18.30. In tale sede, dunque, non si è rilevata nessuna richiesta specifica dei capigruppo di minoranza in ordine a possibili violazioni dei regolamenti e delle leggi, nessun rilievo di sorta è stato fatto in tal senso, nessun problema sollevato; anzi, la collaborazione è stata totale.

Durante la riunione sembrava quasi di essere ad una rimpatriata liceale, tanto era lo spirito goliardico del momento. Infatti, decisa la data del consiglio comunale, è stato chiesto anche di anticipare l’ora alle 18.30 per consentire ad un consigliere tifoso di calcio di poter andare allo stadio, visto che giocava la sua squadra del cuore.

La convocazione del consiglio comunale è stata effettuata l’indomani, venerdì 7 marzo; come da Regolamento, la convocazione avviene a mezzo PEC e, per le adunanze straordinarie, la consegna dell’avviso deve avvenire almeno tre giorni prima di quello stabilito per la riunione. In questo termine sono inclusi i giorni festivi.

Precisato quanto sopra, sfidiamo chiunque ed in qualsiasi sede, a continuare a sostenere e/o dimostrare che “Il consiglio comunale è stato convocato senza nessun accordo… il presidente del consiglio ha deciso senza concordare data e orari…che il presidente del consiglio non svolge il ruolo in modo imparziale”, come scritto dalle minoranze.
Se poi i consiglieri di minoranza, eletti per rappresentare i cittadini anche e nel consiglio, si lamentano del regolamento, vigente in questi termini da tempo immemore e che il presidente ha l’obbligo di osservare e far osservare, allora, forse, più che disertare il consiglio comunale, non avrebbero dovuto approvare questo regolamento, oppure, invece di lamentarsi o piangere, potrebbero tranquillamente chiederne la modifica, visto che è una loro facoltà.

Davanti poi alle difficoltà riscontrate dalla consigliera Grassi il giorno successivo alla riunione dei capigruppo nello scaricare la documentazione firmata digitalmente relativa ai punti da trattare in consiglio (difficoltà facilmente risolvibili scaricando una applicazione gratuita), il sindaco stesso ha provveduto a stampare tutti i documenti, mettendoli a disposizione poche ore dopo la richiesta. Se vi fossero state reali difficoltà si sarebbe potuto richiedere anche il rinvio del punto relativo alla gestione del servizio cimiteriale, come peraltro la maggioranza ha fatto, data l’assenza dei consiglieri di minoranza.

Se il problema è la lettura dei documenti durante il weekend, forse la politica non fa per voi. Se la propaganda, sterile, infondata e sotto certi aspetti anche diffamatoria, visti i reiterati ed ingiustificati attacchi al presidente del consiglio, serve ai gruppi politici di minoranza perché hanno esaurito gli argomenti politici da trattare, non è certo colpa del Presidente del Consiglio, e soprattutto questa condotta al limite della scorrettezza istituzionale non giova certo agli interessi dei cittadini di Vittuone.

La verità è che l’opposizione fugge dal confronto e usa il ‘boicottaggio’ come strategia per giustificare il proprio immobilismo. Peccato, perché i cittadini meritano rappresentanti capaci di affrontare le discussioni e non questi continui teatrini.

 

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