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Diana Malossi, figura conosciuta in città per le sue battaglie nella vita pubblica, ora facente parte del Comitato civico – Settimo al centro, è intervenuta per commentare quel che è accaduto nell’ultimo consiglio comunale. E in questa nota che ricevo e pubblico esprime le sue considerazioni sul tema.  “Assisto all’ultimo consiglio comunale, ancora una volta un po’ lontano dalla realtà: dibattiti di toponomastica, numeri importanti snocciolati come se fosse l’elenco della spesa, sì la nostra spesa pubblica, per cui troppo spesso non si capiscono le destinazioni d’uso. Le opposizioni provano a sollevare temi sentiti dai cittadini, ma si è subito rimessi al “posto” se la questione non è gradita alla maggioranza e di fatto no soluzioni, come alla viabilità o sostegno alle famiglie, politiche su case per i giovani.

Altra questione scoppiata è la carenza dei medici di base. Lenta agonia che ci ha portati all’esasperazione ed i cittadini si sono mossi con una petizione, raggiungendo numeri importanti. Io stessa avevo sollevato la questione con addetti ai lavori, già anni fa. Questione delicata, ma se l’amministrazione non si fa neanche sentire per tempo, cosa vuoi ottenere? Il sindaco Rubagotti fa ora un bel comunicato per dire che ha firmato. Nel tipico stile PD ci si accoda, ma non è certo un approccio risolutivo dire bravi ai cittadini. Anziani, giovani, famiglie, non autosufficienti, lavoratori, tutti necessitiamo di cure ed un riferimento sul territorio che consigli sulla salute, ricette e certificati medici.
Si potrebbe prendere spunto da altre zone più virtuose come Asst Valle Olona dove il direttore sanitario ha proposto soluzioni quali: collaborazioni tra comuni per trovare efficienze logistiche per i medici, potenziare e rendere operative finalmente le Case di Comunità e predisporre percorsi di accompagnamento alla professione per i giovani medici e specializzandi in medicina generale.
Da ultimo, fa specie leggere che un cittadino di Settimo si sia fatto carico di chiedere e ottenere risposta dall’Ast Rhodense la quale, nero su bianco, accerta la carenza di medici, come confermato da Ministero della Salute e Regione già dal 2023.
A Settimo il colore dell’amministrazione non è cambiato e solo se sollecitati si desta a trovare soluzioni tardive, perché non si tratta di un’emergenza, non si è saputo prevenire e si spera in un “effetto placebo” per calmare gli animi dei cittadini, più che rispondere alle reali necessità”.

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