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Il tema dell’educazione dei giovani è una seria emergenza che non può essere più disattesa senza poi lamentarsi per le gravi conseguenze sulla stessa convivenza, che si fonda su regole e rispetto. Lo stillicidio di episodi che vede protagonisti giovani è più di un segnale, che richiede una presa di coscienza generale per trovare le giuste misure per invertire una tendenza che minaccia di debordare e travolgere le strutture formative. Intanto il parroco don Danilo Dorini in questo suo intervento sviluppa ulteriori considerazioni sul fenomeno, di cui già Stataleforum aveva dato conto. Eccole.
7. Dargli tutto il denaro che desidera e finanziarlo in ogni sua richiesta. Crescerà senza conoscere il valore del denaro e non sapendo la fatica che richiede. Suo motto sarà: ‘poco impegno e massimo rendimento’ anche a costo di vendersi o farsi vedere più o meno vestito.
8. Evitare la parola ‘male’ per evitargli complessi di colpa. Crescerà, quando la vita gli chiederà il conto, pensando che la società è contro di lui, gli altri carnefici e lui vittima..
9. Raccogliere e sistemare tutto ciò che lui lascia in giro. Così mentre lui va in manifestazione per la salvezza del pianeta e del clima la sua camera è un gran guazzabuglio.
10. Lasciargli leggere e vedere tutto ciò che vuole senza mai discutere con lui sui contenuti e dare un giudizio di valore. Crescerà pensando che ‘tanto tutto è uguale’… per lui, non per gli altri.
11. Non porgli mai dei limiti su orari, risposte, atteggiamenti… perché è libero. Crescerà ritenendosi superiore a tutto e a tutti fino a quanto capirà che non è proprio così e… saranno guai, soprattutto per i familiari.
12. Dirgli sempre di sì e mai un no. Vari giovani che hanno vissuto l’esperienza del carcere e/o delle comunità di recupero mi hanno confidato: “i miei genitori dovevano fermarmi, denunciarmi, cacciarmi…”.
Chi non è capace di dire no al momento opportuno è un cattivo educatore e un ‘capo’ non affidabile.

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