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La sanità pubblica lombarda lascia a desiderare e per di più impoverendosi avvantaggia quella privata. Una situazione che è sotto gli occhi di tutti. E per cercare di invertire la tendenza si è costituito un comitato, che si è proposto di promuovere un referendum per cambiarla. Intanto sul tema è intervenuto Giuliano Colombo con questa nota che ricevo e pubblico. 

Fermare e invertire il progressivo processo che tende a depotenziare e impoverire la sanità pubblica a vantaggio di quella privata. È questo l’obiettivo del referendum proposto da un comitato promotore composto da sindacati e associazioni della società civile.

Sono tre i quesiti che riguardano alcuni punti chiave della riforma Maroni del 2009, modificata dalla Moratti durante l’emergenza pandemica. Propongono modifiche agli articoli 2, 6 e 8 del Testo Unico delle Leggi Regionali in materia di sanità, che equiparano il ruolo del pubblico e del privato in materia di salute e consentono diestendere funzioni e servizi delegandoli al privato.

L’abrogazione di queste previsioni ha l’obiettivo di riportare al pubblico la funzione di programmazione, di controllo pieno della erogazione dei servizi a partire da quelli di prevenzione, garantendo universalità di accesso, gratuità e partecipazione.

Oggi una parte consistente della sanità lombarda è controllata da grandi gruppi privati che generano grandi profitti per i loro azionisti.Quasi il 30% della spesa regionale lombarda sanitaria è destinata alla sanità privata. La media nazionale è il 22%. La Lombardia èanche la prima regione in Italia per spesa sanitaria a carico dei cittadini. Cioè finanziata con la compartecipazione diretta dei cittadini sul costo delle prestazioni con il pagamento dei ticket sanitari.

Per tutelare e mantenere efficiente il sistema sanitario pubblico, è necessario fermare e invertire il progressivo processo che tende a depotenziare e impoverire la sanità pubblica a vantaggio di quella privata. Si tratta di evitare che con il tempo i cittadini siano privatidell’assistenza sanitaria. È quindi necessario ridurre i finanziamenti alle strutture private per aumentarli alle strutture pubbliche. Inoltre, Regione Lombardia finanziando il settore privato dovrebbe poterne controllare l’operato, cosa che ora non avviene.

Giovedì 27 è stata depositata al protocollo di Regione Lombardia la proposta di referendum abrogativo. Spetta ora allUfficio di Presidenza del Consiglio Regionale pronunciarsi sull’ammissibilità.

Ovviamente, perché questa iniziativa abbia successo, cioè si arrivi alla consultazione referendaria dei cittadini, è necessario sostenerla con impegno in ogni possibile sede in tutto il territorio.

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