Il parroco don Danilo regala ogni settimana una riflessione che colpisce e anche stavolta, in linea con il periodo delle vacanze, non è stato da meno nel cogliere nel segno.
Dice la Genesi che ‘Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro’. Quindi benediva il settimo giorno e lo consacrò perché in esso aveva cessato da ogni lavoro.
Cerchiamo di cogliere qualche spunto per le nostre vacanze.
- Dio si riposò. Questo il significato: il riposo viene dopo il lavoro e non il contrario, ci si riposa perché stanchi per il lavoro e non per non aver fatto niente.
Sostenere le spese per le vacanze del figlio che non si è impegnato a scuola perché altrimenti fa sceneggiate o perde gli amici non è educare ma viziarlo: piuttosto che se la paghi lui, coi suoi risparmi o grazie a qualche lavoro svolto. - Benedire il settimo giorno, ossia il sabato.
Bene-dire è parlar bene, indica dichiarare importante l’oggetto della benedizione. Dio, dunque, dichiara importante il riposo nel settimo giorno che, per noi cristiani, è la domenica, ‘il primo giorno dopo il sabato’ allorquando le donne di buon mattino si recarono al sepolcro… era la mattina di Pasqua.
La domenica è il giorno del Signore, la nostra Pasqua settimanale. La partecipazione all’Eucaristia , anche durante le vacanze, fa la differenza tra la domenica e gli altri giorni.
Diceva mia zia Cecchina che ‘un giorno senza la messa è come un giorno senza sole’. Vale anche durante le vacanze e ce ne si accorge quando piove.
