Alfredo Di Lisa, come si autodefinisce, socialista, artigiano della politica e cittadino sensibile ai bisogni della comunità, è sempre originale nelle sue considerazioni. Stavolta coglie l’occasione delle ferie estive per riflettere che la politica non è un taxi che si utilizza alla bisogna, ma una pratica che non va mai in vacanza quando ci si crede.
Potevo partire.
Potevo prendere la macchina, imboccare l’autostrada e raggiungere la Liguria. Magari quella stessa Riviera che conosco da quando ero giovane militare, dove gli ulivi si tuffano nel mare e il tempo sembra fermarsi.
Oppure avrei potuto tornare a casa mia, nella mia Roccavivara. Una perla rara del Molise che in pochi minuti ti regala la montagna e il mare, dove il vento profuma di origano e la sera la gente ancora si saluta per nome. La mia villa estiva lì mi aspetta ogni anno, silenziosa e paziente, immersa nel verde, affacciata su un’Italia che non urla ma resiste.
E invece no.
Decido di rimanere qui. A Settimo Milanese.
Perché questa è la mia seconda casa. Perché anche lei, come Roccavivara, ha bisogno di qualcuno che non la dimentichi quando tutti partono.
Resto per chi non può andare in vacanza. Per chi lavora in un magazzino o in un’officina e ad agosto non ha ferie, ma turni. Per gli anziani che restano soli nei cortili arroventati. Per i bambini che giocano sull’asfalto bollente, perché i centri estivi sono finiti e i parchi sono chiusi o lasciati a se stessi. Per chi ha problemi veri, e non ha nessuno con cui parlarne.
La città chiude. Le serrande si abbassano. I telefoni squillano a vuoto. Ma i problemi restano. E io pure.
Perché la politica – quella vera – non prende il sole. La politica vera ascolta, sopporta, cammina accanto. E io ci voglio essere. Qui. A vivere questa estate insieme a chi non può permettersi di scappare, ma vuole ancora credere. E’ da alcuni anni che lo faccio e capisco che la vera vacanza è non andare in vacanza. La politica è una vocazione e se si crede a questa vocazione bisogna viverla sempre. Anche quando non fa comodo.
