La vicenda dello “sfratto della Pro Loco” si fa ogni giorno più corposa e gravida di insidie. Sì, a quanto riferisce Giuliano Colombo in questa nota che ricevo e pubblico, la telecamera installata all’ingresso della rampa che conduce al magazzino in cui erano depositati i beni della Pro Loco avrebbe ripreso l’autore o gli autori del “furto senza scasso”. Ecco la nota di Colombo. “L. Qualcuno potrebbe anche farsi male. La scorsa settimana la presidente Giovanna Giudice, si è recata alla locale stazione dei carabinieri e ha presentato denuncia per il furto di materiali e attrezzature sottratte dal magazzino posto al piano interrato del centro polifunzionale di via Gallina. Il legale che assiste la Pro Loco in questa grottesca vicenda, pare abbia invece chiesto all’amministrazione comunale di poter accedere alle registrazioni dell’impianto antifurto, per rilevare il resoconto degli accessi dell’ultimo mese e individuare quindi con quale codice sia stato disattivato. Dovrebbe così essere possibile individuare chi lo ha disattivato. La novità eclatante invece è che proprio di fronte all’accesso carraio della rampa che porta al serramento di ingresso del magazzino in uso per metà alla Pro Loco, su un palo sarebbe installata una telecamera fatta posizionare da tempo dall’amministrazione comunale, che dovrebbe riprendere e memorizzare filmati degli accessi al magazzino. Chi si è introdotto e ha sottratto indebitamente materiale e attrezzature di proprietà della Pro Loco dovrebbe quindi esser stato ripreso, filmato. Sarebbe quindi individuabile. La faccenda quindi si fa ancor più corposa. Per gli “ignoti qualcuno” complicata, pericolosa. La friggitrice sottratta ora scotta veramente parecchio. È talmente calda da far passare notti insonni. Il comune buonsenso consiglia di contattare o far contattare da persona di fiducia la presidente Giovanna Giudice per restituire tutto alla Pro Loco. La presidente, che è persona a modo, con la restituzione di materiali e attrezzature e ricevute le opportune scuse, potrebbe ritirare la denuncia e chiudere la questione furto. Si eviterebbe così una spiacevole procedura giudiziaria con spiacevoli conseguenze. Per l’amministrazione comunale si tratta invece di un fallimento. Della evidente dimostrazione di quanto sia inefficace e fallimentare la sbandierata “politica della sicurezza” che al momento opportuno, quando veramente serve, delude totalmente. L’impianto d’allarme non funziona perché disattivato. Quell’apparecchiatura sul palo, che dovrebbe essere una telecamera di sorveglianza, non ha sorvegliato. E la sindaca Linda Colombo nulla fa. Non interviene. Non adempie ai suoi doveri. Si trincea nel silenzio più profondo. Una struttura pubblica abbandonata al suo destino. Soldi pubblici, dei cittadini, soldi nostri spesi per qualcosa che non funziona, non utilizzato, non impiegato, quindi inutile. A questo punto, alzato il coperchio e scoperto il contenuto, cosa possiamo pensare dell’amministrazione comunale di Linda Colombo? Questa vicenda rappresenta tutta l’inadeguatezza di questa amministrazione. Siamo però solo all’inizio dell’apertura del sipario che nasconde una brutta realtà di cui qualcuno dovrà vergognarsi.
