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La vicenda dello sfratto della Pro Loco dal centro polifunzionale di via Gallina si arricchisce di un altro sorprendente capitolo, che non è un buon biglietto da visita per l’amministrazione comunale. Sì, perché Giuliano Colombo che ha già dato visibilità alla questione, è ritornato sul punto affinché tutti ne siano informati della novità che è emersa. “La Pro Loco -afferma Giuliano Colombo– fornisce un importante dettaglio. L’utilizzo dello spazio del centro polifunzionale di via Gallina è pienamente legittimo, autorizzato a tempo indeterminato con un provvedimento dell’anno 2018, dell’allora responsabile del settore patrimonio architetto Elettra Bresadola, numero di protocollo comunale 0007436/2018, rilevante ad ogni effetto di legge. Non è quindi priva di un atto legittimante l’uso dello spazio come sostiene l’amministrazione Colombo. La presenza di materiali e attrezzature è pienamente legittima. Solo un giudice, al termine di una causa, dopo aver valutato giuridicamente la situazione, avrebbe l’autorità di ordinare allo Pro Loco che lo liberi”.

Un atto che dimostrerebbe che l’intimazione alla Pro Loco, di cui è presidente Giovanna Giudice, di liberare gli spazi in questione non sarebbe legittimo. Ma è curioso che la segretaria comunale Maranta Colacicco sia stata così solerte a scrivere all’associazione senza verificare la situazione legale in atto e non lo sia stata altrettanto a consegnare i documenti sulle asfaltature, tanto che il richiedente si è rivolto al Presidente della Repubblica, all’Anac e alla Corte dei Conti per far valere i propri diritti. E prima o poi torti e ragioni saranno assegnati.

“La grottesca e assurda azione -continua Giuliano Colombo– intentata dall’amministrazione kColombo è un abuso. Se dovesse mettere in atto quello che minaccia di fare, liberare forzatamente lo spazio trattando il contenuto alla stregua di rifiuto, esporrebbe il Comune, quindi l’intera comunità, ad un pesante risarcimento danni di carattere materiale e morale. Chi paga poi? La sindaca e i suoi funzionari? La vicenda ha anche aspetti di carattere penale. Nessuno di sua iniziativa può permettersi di introdursi in uno spazio in uso da altri senza il suo consenso e tantomeno trattare il contenuto come fosse robaccia. La legge punisce queste azioni.

È questo l’esempio che la sindaca Linda Colombo dà all’intera comunità? Non avere rispetto altrui? Violare la legge?”.

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