Soffia ancor più forte il vento che ha investito la vicesindaca Annamaria Garofalo per il plagio del libro del Comune. Infatti la vicenda si complica ancor più e gli spazi per venirne fuori in bellezza si restringono. Sì, perché l’opposizione è tornata all’attacco chiedendo al sindaco Marco Re di ritirarle le deleghe dal momento che la perizia pro veritate, redatta dall’avvocato Sponzilli di Bologna ha stabilito che la vicesindaca ha violato il diritto d’autore e deve pure risarcire l’ente per l’illecito compiuto. I consiglieri Massimiliana Marazzini e Donatella Barini (Rilanciamo Sedriano) e Alfredo Celeste (Noi con Sedriano e Roveda) hanno presentato una mozione per chiedere che il sindaco revochi le deleghe alla sua vice, visto che “il parere dell’avvocato ha addebitato a Garofalo la violazione del diritto d’autore in capo al Comune e, per questo, riconosciute le precise responsabilità dell’amministratore in carica”. La mozione prende le mosse dalla prima richiesta di dimissioni (30 novembre 2022) da parte dell’opposizione sulla base della constatazione che allora “esponenti della maggioranza, con diverse sfumature, votarono contro osservando che mancava la prova dell’illecito commesso da Garofalo, che si trattava solo di una valutazione soggettiva e quindi opinabile perché non era disponibile un raffronto tra i testi di Comincini e Garofalo, oggi, invece, la prova esiste e ha la massima attendibilità, sia perché fornita dall’avvocato scelto del Comune, e quindi avvocato della maggioranza, sia perché il suo parere è espresso pro veritate, cioè dopo una valutazione imparziale, un’analisi oggettiva del caso sottopostogli, e quindi avente la massima affidabilità”. Adesso sostengono i tre consiglieri comunali non ci sono scuse a cui appellarsi per salvare Garofalo, poiché “non è la tesi di un avvocato di parte a favore del proprio assistito, ma un parere espresso in una posizione di terzietà. Pertanto respingere ancora la richiesta di dimissioni significa votare a prescindere, alimentando il sospetto che si sia votato a prescindere anche la prima volta che si respinsero le dimissioni”. Una situazione alquanto scomoda e spinosa per la maggioranza, dato che le argomentazioni dei tre consiglieri sono stringenti e coerenti che non si possono bypassare disinvoltamente. “Gli elementi di valutazione e giudizio -puntualizzano-, come in premessa e così come avevamo già anticipato in una nostra precedente mozione, concorrono e confermano la richiesta della dismissione dell’incarico/delega che si pone come atto principale di trasparenza e rispetto delle regole comportamenti spettante a un amministratore pubblico”. Che farà la maggioranza? S’ingegnerà con qualche sillogismo per passarci sopra o abbandonerà al suo destino la malcapitata vicesindaca?
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