Senza la memoria che rende presenti e vivi nel ricordo uomini e donne che hanno dato tanto agli altri non è solo un’esigenza di conoscenza, ma anche una ragione per scongiurare il rischio che restino ‘sconosciuti’. E il parroco don Danilo Dorini nella vigilia della Festa della liberazione ha voluto ricordare eventi e personaggi che hanno lasciato in eredità integrità, realtà e onestà. Un esempio di probità e virtù di cui tanto c’è bisogno in questo nostro tempo non proprio esaltante.
1: Il ‘comandante Bisagno’, nome di battaglia di un giovane ufficiale, cattolico, protagonista della Resistenza, il genovese Aldo Gastaldi, morto a 24 anni in un misterioso incidente tornando a casa dopo aver accompagnato al loro paese e riconsegnato alle loro famiglie i ragazzi del battaglione alpino Vestone della cui incolumità si fece garante in quanto i partigiani ‘garibaldini’ li volevano eliminare.
Testimone della sua rettitudine umana è il regolamento che impose ai suoi uomini; ecco i punti salienti:
- – ogni comandante di gruppo è eletto dalla base;
- – è severamente proibito toccare le donne che non lo desiderano;
- – ogni rifornimento alimentare richiesto ai contadini va pagato;
- – i comandanti devono dare l’esempio a tutti i partigiani: il capo mangia sempre per ultimo, sceglie per ultimo la sua parte e fa di notte il turno pesante.
Le spoglie mortali di ‘Bisagno’ riposano nel cimitero di Staglieno, a Genova.
2: Suor Enrichetta Alfieri, detta ‘l’angelo di San Vittore’, che operò nel carcere milanese dal 1923 al settembre 1944 quando fu arrestata dai tedeschi per l’aiuto prestato ai detenuti, perseguitati politici ed ebrei, nel comunicare con le proprie famiglie. Suor Enrichetta è una delle tante suore coraggiose della resistenza.
Mike Bongiorno ricordò: “In carcere tutti parlavamo di quell’angelo che nel reparto femminile aiutava le prigioniere e si faceva in quattro per alleviare ogni pena”.
Indro Montanelli raccontò: “Suor Enrichetta era una stupenda figura di religiosa: suora buona e coraggiosa. Le sarò grato per sempre. Tutti noi ricevevamo grazie alla sua regia bigliettini ed informazioni”.
Questi sono solo dei due numerosi testimoni ‘sconosciuti’ che in quei momenti duri e difficili hanno messo la propria vita a repentaglio pur di fare il bene.
