La vicenda del copyright violato dalla vicesindaco Annamaria Garofalo in merito al libro storico di proprietà del Comune è ben lungi da esaurirsi. E sì, perché l’opposizione Rilanciamo Sedriano con i consiglieri Massimiliana Marazzini e Donatella Filistad e Noi con Sedriano e Roveda con il consigliere Alfredo Celeste non ha perso l’occasione per evidenziare contraddizioni e incongruenze nel modo come in municipio hanno sinora trattato la questione. Da qui la presentazione di una mozione per “impegnare sindaco e giunta a far corrispondere all’interessata quanto dovuto al Comune , ossia le spese legali ( euro 4.377,36) più il risarcimento, a oggi parziale, di 500 euro“. Non è tutto. Chiede anche che “il Comune conferisca un incarico suppletivo all’avvocato Sponzilli in merito alla determinazione del danno riguardante l’uso illecito di immagini pubblicate sul libro del Comune e utilizzate da Garofalo per illustrare la ‘Storia sedrianese’, immagini il cui diritto di riproduzione lo stesso legale dichiara essere in capo al Comune al pari dei testi”. E dulcis in fundo chiede che il Comune si riservi la facoltà di “rivalersi nei confronti di Garofalo per recuperare il costo di detta perizia suppletiva”.
La presa di posizione è la conseguenza, a parere dell’opposizione, del fatto che al contrario di quanto scritto dall’avvocato Sponzilli nella sua relazione, “le pubblicazioni sul sito ‘Guide Art’ della Garofolo riproducevano anche le fotografie, corredo complementare del libro storico copiato e, pertanto, sorge il dubbio che all’avvocato siano stati trasmessi, e non ne conosciamo i motivi, solo i testi e non le foto/immagini che avrebbe rideterminato la somma da risarcire”. In ogni caso, secondo l’opposizione, sussistono gli accertamenti di fatto sanzionatori e pecuniari anche se parziali come detto sopra e, pertanto, sono inevitabili alcune considerazioni.
Quali? “Il sindaco ha preferito risolvere il contrasto tra il Comune e Garofalo in via stragiudiziale e quindi considerare il parere dell’avvocato alla stregua di una sentenza a cui attenersi. Il parere dell’avvocato come abbiamo visto, ha portato a stabilire che Garofalo è soccombente perché le viene imputata la violazione del diritto d’autore in capo al Comune e il sindaco, di conseguenza, ha dichiarato: ‘Come Comune recepiremo il parere del legale e il responsabile dell’area ragioneria chiederà la cifra di 500 euro al vicesindaco’. Alla responsabilità del vicesindaco Garofalo va però applicato anche il principio, appunto, della soccombenza rispetto alle spese, sancito dall’art. 91 del codice di procedura civile, secondo cui la parte soccombente va condannata al rimborso delle spese a favore dell’altra parte”.
Da qui ulteriori considerazioni. L’opposizione ritiene che “la soccombenza per Garofalo comporta l’esborso non solo della somma stabilita per risarcimento ma anche quella corrispondente alle spese sostenute dal Comune per vedere riconosciuto il proprio diritto. Applicando il concetto nella nostra vicenda, risulta che il creditore Comune, per far accertare l’esistenza e l’entità del proprio credito nei confronti di Garofalo, ha speso 4.500 euro: perché il Comune di Sedriano non dovrebbe reclamare questa somma nei confronti della Garofalo? Sono spese stragiudiziali (è il Comune ad aver scelto questa strada), sostenute per far riconoscere un proprio credito: perché dovrebbe pagare la comunità quando il suo ente rappresentante ha ragione? Pertanto alla Garofalo vanno chiesti 500 euro più 4.377,36 euro, i quali dovranno aggiungersi, in un secondo momento: A) Il danno economico che verrà quantificato dall’avvocato Sponzilli in una perizia suppletiva che gli dovrà essere chiesta, riguardante l’uso illegittimo di immagini riprodotte nel libro, come naturale conseguenza della prima quantificazione del danno in 500 euro limitata al testo. B) Il costo della suddetta perizia suppletiva, come naturale conseguenza dell’addebito a Garofalo di euro 4.377,36 per la prima perizia”.
