Però ricorrente è anche l’occasione persa da parte dell’ANPIche per voce del suo locale presidente ha voluto invece ricordare, dopo 80 anni, di essere ancora in “guerra”, ancora con la retorica dell’antifascismo. Pensano di essere ancora nel CLN (Comitato Liberazione Nazionale) invece di celebrare una giornata patriotica, si decide di essere divisivi e di democratico vi è poco. Così facendo si sceglie di fomentare un clima d’odio e ben si è visto, in termini più gravi, come nell’episodio di Milano con la cacciata della Brigata Ebraica dal corteo cittadino, che rimanda si a tempi tristi.
L’ ANPI di Settimo Milanese ci tiene a sottolineare che il loro intervento è stato un “mini comizio” confermando che anche questo tipo di evento venga utilizzato quale tribuna elettorale rimarcando il fatto che il 25 aprile debba essere divisivo a differenza di quanto la rappresentante dell’ANPC Diana Paola Malossi, nel suo intervento risultato invero di spessore, democratico e con attenzione da subito posta quale Anniversario all’insegna della Donna, ha voluto sottolineare che il 25 aprile non sia una festa monocromatica.
Era l’occasione, ancora sfumata da parte dell’ANPI, di agire in maniera unitaria come venne fatto proprio all’epoca del CLN: “Uniti contro un nemico”. Ma dopo 80 anni il nemico non è più il fascismo, dopo 80 anni il nemico è la mancanza di una prospettiva unitaria, sicura ed educativa per le nuove generazioni affinché si guardi al futuro e non al passato.
Proprio in questi termini è risultato il discorso del sindaco del consiglio comunale dei giovani, una fiammella di speranza che ben ci fa sperare.
Da ultimo va sottolineato come in una giornata di festa nazionale, nel corteo cittadino fossero presenti più bandiere palestinesi che il tricolore. Ciò significa usare il 25 aprile come strumento politico scegliendo una fazione di una guerra senza fine, una tra le tante, dimenticando che la pace la si trova con il dialogo non con le provocazioni. Sentir citato l’Art 11 della Costituzione (Ripudio della guerra) da parte dell’ANPI e poi comportarsi in questo modo non fa che confermare, citando la celeberrima frase di uno statista liberale quale fu il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi:
“Siete ancora ed oggi come sempre dei poveri comunisti”
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