Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

“Stare bene” – in salute, nelle relazioni nel tempo libero, con possibilità economiche – è il desiderio di tutti come pure l’invito che viene da tutte le parti. Il che, di per sé, non è sbagliato.

Ma è così, anzi basta così per essere soddisfatti e felici?

Il parroco don Danilo Dorini in questa bella riflessione dà una chiave di lettura diversa.

Il problema vero – afferma – è un altro e lo testimoniano molti volti tristi e annoiati, spenti e insoddisfatti di tanti che ‘stanno bene’, che incontriamo o coi quali viviamo. La questione sta nel fare il bene, possibilmente al meglio. Essere giusti, onesti, pazienti, comprensivi, autentici, sinceri, laboriosi e generosi …. farebbe star meglio gli altri e noi stessi in primis.

Non è facile, vero, perché, come dice San Paolo, in noi c’è sì la volontà del bene ma poi in pratica spesso finiamo per attuare il male. Che il male sia all’opera nel mondo è sotto gli occhi: la terza guerra mondiale a pezzi, di cui parlava Papa Francesco, è in atto e non si intravvede per ora la fine.

Anche nella società – continua – è dilagante il male: siamo più diffidenti e guardiamo all’altro, chiunque esso sia come un avversario se non un possibile nemico; crediamo di essere tuttologi e coltiviamo la pretesa di aver ragione a prescindere dalle ragioni degli altri; ci atteggiamo ad autarchici come se avessimo solo bisogno degli altri e non interesse per loro.

Indifferenza, egotismo, violenza gratuita, cattiveria, invidia, strumentalizzazione dell’altro. riempiono le cronache dei giornali TV e carta stampata. Vi è la tentazione da dire: è finita! Non c’è più nulla da fare?

Non molto diversamente – prosegue ancora – dissero i nemici di Gesù dopo averlo sepolto e posto le guardie a vigilare: “Sta lì, maledetto galileo e non infastidirci più”. Non avevano fatto i calcoli con la mattina di Pasqua. Gesù è risorto perché la vita è più forte della morte e il bene alla fine vince. Se l’apparenza e molti fatti di violenza sembrano scoraggiarci, la Pasqua di Gesù ci dice che il bene non lo si può fermare perché ha in sé una potenza che prima o poi emerge, come quei fili d’erba che bucano il catrame delle strade.

A loro – chiosa –  che cedono al male e alla tentazione di scoraggiarsi perché “ormai …” occorre testimoniare, da credenti nel Cristo risorto, che la potenza della risurrezione fa fiorire il bene anche dal male. Impegno dei risorti seminare il bene nella certezza che porterà frutto rendendo la vita più bella per tutti, disfattisti compresi.

Related Post

Lascia un commento