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Il velo, le moschee, la lingua araba quando utilizzati in modo da obnubilare la tradizione e l’identità nostrane diventano bersaglio del consigliere regionale Silvia Scurati. Stavolta a finire sott’accusa è una scuola dell’infanzia di Abbiategrasso per un’iniziativa didattica che, a suo dire, sta suscitando giuste lamentele dei genitori.

«Per domani – afferma Silvia Scurati, a cui si sono aggiunti Silvia Sardone, vicesegretario della Lega, e Francesco Bottene, presidente del consiglio comunale di Abbiategrasso – infatti, è previsto un incontro con una mediatrice culturale araba per una lezione sull’Egitto in doppia lingua, italiano e arabo. Si tratta di un’attività proposta a bambini di 3 anni che proprio adesso incominciano a imparare l’italiano. Come correttamente dicono alcuni genitori aggiungere l’arabo in una lezione crea solo confusione. Francamente non si capisce l’intento di questa attività scolastica: se lo scopo è l’integrazione, il modo migliore per includere bambini di origine straniera è insegnare loro l’italiano. A dire il vero queste iniziative sembrano alimentare un’integrazione al contrario che è inaccettabile, soprattutto a scuola. Qualche anno fa, sempre ad Abbiategrasso, ci fu la polemica su un corso di introduzione alla lingua e alla cultura araba che prevedeva anche “lezioni” su come indossare il velo. Insomma, la scuola non deve essere “sfruttata” per proposte didattiche ideologiche e senza alcuna utilità».

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