Le fiamme del tradizionale “falò di Sant’Antonio”, allestito nell’oratorio maschile di Cornaredo, hanno illuminato il cielo invernale e si sono levate alte, riaccendendo un antichissimo rito che affonda le sue radici nel profondo passato celtico: con il falò si illuminavano le campagne per celebrare la vittoria della luce sul buio e augurarsi raccolti fecondi e abbondanti.
Il consigliere comunale Saverio Verbari (Lega), che era presente, racconta l’emozione di un’esperienza vissuta in diretta.
L’evento – spiega – più di una semplice festa popolare, è un simbolo potente. Dedicato a sant’Antonio Abate, patrono dei contadini, degli allevatori e protettore degli animali domestici, il falò rappresenta un patrimonio identitario molto sentito nelle comunità agricole della Lombardia. La ricorrenza, che cade ogni anno il 17 gennaio, anche in questa edizione ha visto una grandissima e calorosa partecipazione di pubblico, segno di un grande desiderio di ritrovarsi attorno a valori condivisi e tradizioni che resistono al tempo.
La serata – continua – si è aperta con un momento di particolare suggestione e devozione: la benedizione degli animali da parte di don Giovanni. Un gesto che ha ricordato il profondo legame tra la comunità, la fede e il mondo rurale, onorando quegli animali domestici che per secoli sono stati compagni di lavoro e di vita dei contadini.
Alla cerimonia hanno assistito non solo i cittadini di Cornaredo, ma anche molti provenienti dai comuni limitrofi, uniti dalla curiosità e dall’affetto annuale per questa tradizione. Era presente anche una rappresentanza dell’amministrazione comunale, a dimostrazione che l’evento rappresenta un collante sociale e culturale per l’intera città.
L’organizzazione dell’evento – chiosa – è stata curata dalla sinergia di Pro Loco Cornaredo, dagli Amici del Cortile e dall’oratorio di Cornaredo, con il patrocinio del Comune. Ciò evidenzia come la cura delle tradizioni sia un impegno collettivo, portato avanti da chi crede nell’importanza di trasmettere la memoria alle nuove generazioni.
Mentre le fiamme scoppiettavano e il calore del falò univa i presenti, l’evento ha rappresentato molto più di uno spettacolo pirotecnico: i presenti hanno potuto gustare cioccolata calda, vin brulé e pasta e fagioli preparati dalla Pro Loco. È stato un momento di comunità, un ritrovarsi nelle proprie radici e un riconfermare quel senso di appartenenza a una città che è cresciuta anche grazie al lavoro, ai sacrifici e alla saggezza di chi ha coltivato queste terre e allevato i suoi animali.
Celebrare il falò di Sant’Antonio – conclude – significa, per Cornaredo, onorare il proprio passato per costruire il futuro. È un bisogno costante di riconnettersi con la propria storia, per mantenere viva la fiamma di una tradizione che non deve spegnersi mai.
