L’associazione CARCUMIS (Carità Cultura e Missione – di Settimo Milanese) si è lasciata ispirare, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dal libro “Ogni abuso sarà punito” per l’evento che ha organizzato. E in questa nota che ricevo e pubblico fa il punto della serata.
Non si può tacere di fronte al male dilagante e anche noi vogliamo fare la nostra parte per sensibilizzare la Comunità in cui viviamo e, attraverso momenti di scambio dibattito come questi, creare una rete di persone sempre più consapevoli.
Nessuno immune: tutti possiamo essere coinvolti a trovarci a dover supportare una persona in difficoltà.
Quindi come dicevano i nostri nonni e nonne “Prevenire è meglio che curare”.
Grazie all’autore del libro Fabio Clerici, che ha saputo tradurre in poesia fatti così crudeli, si ridà voce e dignità alle Vittime.
Grazie all’attore Lino Fontana, con grande maestria e sensibilità, si mettono in luce le storie dimenticate, quelle di bambine abusate in luoghi sicuri o per tradizioni a noi lontane ma ormai presenti da noi, come l’infibulazione (OMG la vieta e per Legge proibita qui); ragazze ingannate e costrette al silenzio ma il “gioco” deve continuare e quindi proseguono nei rapporti non consenzienti per mesi, anni finché non viene rotto il silenzio col coraggio di denunciare; donne prese per caso, come giocattoli solo perché viaggianti su un treno con una gonna, da più uomini magari, perché i lupi si muovono in branco. Si arriva fino alle mura domestiche, dove tutto si può e tutto tace. Non è così. È possibile chiedere aiuto, confidarsi e trovare una strada, ma bisogna liberarsi dalla colpa. Voi siete le Vittime, non giustificate percosse o altro. Anche noi amici cogliamo i segnali che qualcosa non va, prima che sia troppo tardi.
Storie e vite destinate a restare chiuse in un cassetto o “solo” su un Verbale di Polizia. Fabio Clerici ha fatto parte per quattordici anni delle Forze dell’Ordine nella Sezione abusi su Donne e Minori, quindi ne ha viste e sentite, ma il punto è l’umanità e la lungimiranza che dirompe ed il suo impegno a divulgare da qualsiasi palco, fino alle Scuole il messaggio: uscire dal buio pozzo si può!
Diana Malossi: “Vuol dire assumersi un impegno tutti noi, nell’educare i nostri figli e figlie al rispetto reciproco; nella vita quotidiana spiegando e praticando l’Amore vero, che non è prigione, non è possesso, non è controllo. Ma è volersi bene, supportarsi e sì litigare a parole, ma ritrovare la forza di tornare ad abbracciare l’altro e accoglierlo nelle sue difficoltà e limiti.
Così solo potremo dare pace alle Vittime e far sì che questi gravi fatti di cronaca accadano meno, sempre meno! C’è spazio persino per il carnefice, perché scopriamo che in un tempo passato anch’esso è stato vittima di abusi o mancanze pesanti familiari, tali da turbare il naturale percorso di crescita. Ecco che questi momenti di Luce, di confronto aperto, non dobbiamo perderli se vogliamo andare tutti verso un cambiamento culturale. È stato emozionante ed un successo grazie la vostra partecipazione attiva, facciamo eco”.
