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La tragedia che si sta consumando davanti agli occhi del mondo non sembra interessare il consiglio comunale. Un comportamento che non è sfuggito ad Alfredo Di Lisa, dirigente del Nuovo PSI, che si considera consigliere più per vocazione che per mestiere.

E con questo nota che ricevo e pubblico spera di scuotere l’opinione pubblica cittadina e le coscienze dei consiglieri comunali per spingerli a prendere posizione. Trova infatti assurdo che nessuno levi una parola per condannare quel che sta succendemdo nella Striscia di Gaza.

C’è un silenzio che fa più rumore di mille parole.
È il silenzio assordante del consiglio comunale di Settimo Milanese – la mia città, la nostra città – sulla tragedia umanitaria che si consuma a Gaza da mesi sotto gli occhi del mondo.
Tutto tace. Nessuna mozione, nessuna parola ufficiale, nessun gesto simbolico. Una viltà istituzionale che grida vendetta.

Io comprendo – e lo dico senza ipocrisia – l’atroce agonia che il popolo israeliano ha vissuto il 7 ottobre, e che ancora oggi patisce per il destino incerto degli ostaggi. Non c’è giustizia nel terrorismo, non c’è onore nel colpire civili, non c’è libertà nell’odio. Ma il genocidio compiuto da Netanyahu nella Striscia di Gaza è un crimine contro l’umanità.
E non c’è dolore che possa giustificare l’annientamento sistematico di un popolo, l’uccisione di bambini, la cancellazione di scuole, ospedali, sogni, memoria.

Chi oggi siede in un’assemblea eletta dai cittadini ha il dovere morale di alzare la voce.
Ogni consiglio comunale, ogni sindaco, ogni presidente del consiglio comunale ha il dovere di dire da che parte sta. Perché tacere è già prendere parte. E in questo caso è schierarsi con il più forte, con chi bombarda, con chi affama, con chi occupa. La politica, se non grida contro l’ingiustizia, è solo amministrazione senz’anima. La storia – quella vera – non perdona i silenzi comodi, né le mezze frasi da convegno. La storia ascolta le parole pronunciate quando nessuno voleva ascoltarle.

Io sto con chi soffre.
Sto con il popolo palestinese bombardato e assediato.
Sto con i civili israeliani che non meritavano la barbarie del 7 ottobre.
Ma non sto con chi usa la memoria per giustificare un massacro.

Settimo Milanese deve trovare il coraggio di parlare. Di votare una mozione. Di esporre una bandiera della pace. Di accendere una candela. Di fare qualcosa.

Perché non si può governare una città, anche piccola, voltando la faccia dall’altra parte quando il mondo brucia.

Io non tacerò.

 

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