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L’area ex Signal è ancora motivo di scontro fra opposizione e maggioranza. Infatti Maria Caterina Vono e Mario Barlocchi, capigruppo rispettivamente della lista Il Colibrì – Sinistra per Cornaredo e Partito democratico, denunciano con forza l’ennesimo episodio di opacità istituzionale dell’attuale giunta di centrodestra, che ancora una volta sfugge al confronto democratico, soprattutto quando a richiederlo sono le forze di opposizione.

In data 11 giugno 2025 abbiamo inviato una richiesta ufficiale al sindaco, alla segreteria comunale e all’associazione Italia Nostra per poter utilizzare la Cascina Favaglie, struttura pubblica gestita da quest’ultima, per organizzare un’assemblea pubblica con i cittadini del quartiere Merendi, in merito ai progetti in corso e alle ricadute urbanistiche sull’intera zona.

A oggi, dopo oltre 20 giorni, nessuna risposta è pervenuta. Nessuna spiegazione, nessuna disponibilità, nessun rispetto per il ruolo dei consiglieri comunali e per il diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti. Ma c’è di più: il 20 giugno, apprendiamo dai social network che il sindaco ha tenuto un incontro nello stesso spazio da noi richiesto, sulla medesima tematica, senza alcuna comunicazione ufficiale né coinvolgimento. Un incontro riservato a pochi, a dimostrazione del fatto che il diritto di parola, secondo questa amministrazione, è prerogativa della sola maggioranza.

Un fatto grave, che calpesta le regole della democrazia e del diritto di indirizzo e controllo dei gruppi consiliari. Le leggi e i regolamenti comunali garantiscono ai consiglieri il diritto di usare spazi pubblici e strumenti necessari per svolgere il loro ruolo. Anche il Ministero dell’Interno ha ribadito che l’uso degli spazi pubblici deve avvenire con criteri di equità, a prescindere dagli schieramenti politici. Ma a Cornaredo evidentemente si gioca con regole diverse: la giunta decide chi può parlare e dove, eludendo ogni forma di trasparenza. Ricordiamo che nell’area dell’ex Signal Lux è previsto il terzo supermercato nel raggio di meno di un chilometro. Il progetto prevede anche la realizzazione di una nuova rotonda sulla ex Statale 11, a poche decine di metri da quella già esistente in via Garibaldi.

Un intervento dall’impatto pesantissimo per la viabilità, l’ambiente e la vivibilità del quartiere. Ma l’amministrazione tace, evita il confronto, rifiuta ogni richiesta di trasparenza.

Noi diciamo basta ai sotterfugi. Serve un incontro pubblico, aperto e alla luce del sole. Tutti i cittadini hanno diritto di conoscere i progetti che riguardano il loro territorio e ad esprimere liberamente la propria opinione. Il confronto democratico non è una concessione: è un dovere istituzionale.

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