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Il sindaco Corrado D’Urbano in replica alle posizione del Partito democratico spiega le ragioni che sono alla base della volonta’ di riqualificare l’area ex Signal.

Il nocciolo della questione è molto semplice: vogliamo o non vogliamo riqualificare quell’area? Vogliamo o non vogliamo eliminare l’amianto? Vogliamo o non vogliamo andare incontro alle richieste dei cittadini di quella zona che chiedono più parcheggi? L’alternativa è lasciare tutto così nel degrado per chissà quanti anni ancora.

Come amministrazione, ci siamo presi un impegno preciso in campagna elettorale: recuperare tutte le aree dismesse del paese, veri e propri “ecomostri” che deturpano il territorio (Protti, Colgar, Icoma, Italsempione e Alemagna, quest’ultima già demolita) e che vanno riconvertiti al più presto per una questione di decoro e non solo. Pertanto, forti del mandato ricevuto dagli elettori, andiamo in questa direzione.

Ritengo utile replicare anche ad altre inesattezze e omissioni da parte dell’opposizione nei suoi comunicati. Il PGT vigente, approvato dalla giunta di centrosinistra nel 2019, dà una destinazione commerciale a quell’area e già l’amministrazione Santagostino, a suo tempo, aveva provato a recuperarla. La proposta precedente prevedeva tre strutture commerciali, quella attuale ne prevede una sola di medie dimensioni.

Sento tante belle idee (parco pubblico, area giochi, palestra, pub, strutture sanitarie…), ma la realtà è che quell’area è privata, pertanto non decide il Comune cosa fare e la palla è in mano all’operatore, purché le proposte siano conformi al PGT. Possiamo dire di no? Sì, ma – sia chiaro – con il rischio di esporci a ricorsi, con conseguente esborso di denaro pubblico, e di soccombere comunque davanti al giudice.

Sottolineo anche che la proposta di cui si è parlato in commissione prevede un numero consistente di parcheggi al servizio di tutta la zona di via Monzoro-Merendi, da sempre in sofferenza, e una nuova viabilità che non porterà il traffico pesante nella zona residenziale. Prevista, inoltre, una pista ciclopedonale che mette in comunicazione la via Favaglie San Rocco con la via Monzoro e l’acquisizione di un’area verde limitrofa. E poi, decine di posti di lavoro con precedenza per i cittadini di Cornaredo.

Il “prezzo da pagare” per tutto questo è un supermercato? Sì, ma per noi ne vale la pena. L’alternativa, lo ripeto, è lasciare tutto nel degrado per chissà quanto tempo ancora.

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