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C’è gente che fra il serio e il faceto si chiede che si fa in oratorio. E il parroco don Danilo Larini non vuole lasciare senza risposta a chi vuole sapere di più per curiosità o per spirito polemico, oppure pensa che si giochi e niente altro. A parte l’attività estiva (oratorio feriale, vacanze in montagna o altro) – spiega don Danilo -, l’ oratorio è aperto tutti i giorni (escluso il lunedì pomeriggio) e da quest’anno, a Cornaredo, tutte le sere. I giovani, coordinati da alcuni adulti, si sono assunti l’impegno di tenere aperto l’oratorio, dalle 21, in poi per offrire a chi desidera un punto d’incontro e di ritrovo. Va da sé che non sempre ci sia affluenza di persone, occorre creare delle occasioni, ma è, comunque, importante che sia aperto: è già un valore in sé. Desiderio è che ciò accada anche a San Pietro all’Olmo.
Per venire alle occasioni, vale la pena un elenco perché molti non ne sono a conoscenza:

  • incontri di catechesi per i ragazzi, gli i adolescenti e i giovani
  • spazio compiti per i ragazzi delle scuole secondarie (medie)
  • incontri per gruppi famigliari
  • svariate e ben riuscite feste aperte a tutti
  • cineforum, spettacoli, film per i più piccoli presso il cinema Mignon
  • eventi culturali: conferenze e incontri con testimonianze di ospiti
  • serate ludiche organizzate dai giovani dell’oratorio stesso
  • momenti d’incontro e festa a cura delle società sportive e/o gruppi presenti sul territorio
  • compleanni e feste di classe…
Vi sono ancora, certamente, spazi di miglioramento: questo nessuno lo nega. A esempio, una lacuna e problema sta nel fatto che i ragazzi, soprattutto della fascia elementare e medie, frequentano l’oratorio solo in occasione della catechesi e non in altri giorni, a meno che non ci vadano per il film. Ciò vale anche per gli adolescenti; il che indica che l’oratorio non è un punto d’incontro dove ci si trova per uscire la sera, come invece succedeva in passato.
Paradossalmente ciò non riguarda quei gruppi di ragazzi adolescenti, un po’ “vivaci” che vi si ritrovano perché sostanzialmente ‘non sanno dove andare’ e si atteggiano maleducatamente. Una questione da affrontare insieme.
In conclusione, la frase “eppur si muove”, è ritenuta un falso storico perché Galileo non l’ha mai pronunciata (in realtà la frase è stata inventata dal giornalista Giuseppe Baretti, che ricostruì la vicenda per il pubblico inglese in un’antologia pubblicata a Londra nel 1757), nel caso nostro è una realtà e …. si vede.

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