La coincidenza del bancomat fuori uso e del giorno di pagamento delle pensioni (venerdì 3) ha acuito il disservizio postale, ma il modo di gestirlo è stato veramente surreale. Il disagio sarebbe stato vissuto dagli utenti sino alla fine con la solita passiva rassegnazione, ma il caso ha voluto che il consigliere comunale Alfredo Celeste recandosi all’ufficio postale di via De Amicis per sue esigenze abbia sconvolto l’incomprensibile organizzazione del servizio. Infatti, dapprima, si è stupito per la fila di persone che arrivava sino all’esterno dell’ufficio, poi ha cercato di prelevare dei soldi dal bancomat, che è risultato inopinatamente fuori servizio. E a questo punto è entrato per prendere il biglietto e mettersi in fila, ma gli è stato impedito da un severo operatore messo alla guardia del totem. Celeste ha chiesto conto dell’assurda modalità, ma l’operatore gli ha risposto di telefonare alle Poste provinciali per esprimere le sue lagnanze. Intanto è anche intervenuta la responsabile dell’ufficio postale, che rendendosi conto della paradossale situazione, ha invitato l’operatore a dargli il biglietto. Ma Celeste, sottolineando che era consigliere comunale, ha soprasseduto, trovando nell’atto un’odiosa disparità di trattamento rispetto a chi era in fila senza biglietto. E, mentre se ne stava andando, ha incontrato proprio sulla porta una signora, che si lamentava che il bancomat si era ingoiato la sua tessera. Una volta uscito, ha telefonato al sindaco Marco Re per esporgli il problema, invitandolo altresì a mettersi in contatto con le Poste provinciali per segnalare il disservizio o a dargli il numero di telefono per farlo lui stesso. Re ha preferito occuparsene di persona. Ed è stato di parola. Infatti, dopo una ventina di minuiti, ha chiamato Celeste per informarlo che la responsabile provinciale delle poste, la dottoressa Mazzi, si scusava per l’inconveniente, aggiungendo che la criticità era stata causata da una tessera sminuzzatasi all’interno del bancomat, rendendo impossibile l’utilizzo, nonché promettendo il pronto intervento per sistemare il bancomat e regolare il flusso dell’utenza, reso ancor più numeroso dalla chiusura per lavori dell’ufficio postale di Vittuone. Un esempio virtuoso – se trasposto nel piano politico – che dimostra che l’unione fra maggioranza e opposizione risolve i problemi.
