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Il consigliere comunale Alfredo Celeste replica al comunicato del legale degli ex amministratori pentastellati sulla vicenda della condanna degli stessi da parte della Corte dei conti per danno erariale.

La verità viene stravolta con imbarazzante disinvoltura per essere poi piegata ai propri interessi da coloro che, senza ritegno nonostante le incontestabili evidenze, stentano a riconoscere le proprie esclusive responsabilità e colpe.

Leggiamo, infatti, in un comunicato stampa, le singolari dichiarazioni del legale incaricato dai componenti della ex giunta Cipriani, presentatosi alla Corte dei Conti in modo (definito dalla stessa) “irrituale”. La quale Corte – con fare assolutamente rituale – ha, poi, condannato per la prima volta nella storia di Sedriano degli amministratori pubblici, per intenderci proprio coloro che urlavano “onestà, onestà”. Dall’esame dell’atto introduttivo, la Corte dei Conti chiede la condanna di ben sei amministratori (Movimento 5 Stelle) al risarcimento a favore del Comune di Sedriano di euro 272.980,90.

Con l’irrituale approccio alla Corte dei Conti, i sei del Movimento 5 Stelle hanno patteggiato il minor importo di euro 68.245,23 essendo, così definitivamente acclarato il danno erariale  dagli stessi cagionato al Comune di Sedriano per la disastrosa e sciagurata gestione (la loro) della cosiddetta “Area feste”.

In particolare, ci colpiscono le frasi: “... Arrivarono quindi i commissari prefettizi che rilevarono una serie di leggerezze nella gestione dell’appalto e decisero di citare in tribunale le imprese esecutrici delle opere e il direttore dei lavori chiedendo un cospicuo risarcimento danni”.

Il contenzioso inizialmente fu aperto dai commissari, pur a conoscenza dei collaudi già eseguiti e dei forti dubbi loro evidenziati dal legale poi incaricato di seguire le relative controversie. Nonostante ciò, gli stessi tentarono di contestarli, approfittando dello stato di debolezza della ditta creditrice, in quel momento in liquidazione, al fine di spuntare un costo finale dei lavori più vantaggioso e, lo si ripete, nonostante il parere contrario del legale del Comune che indicava che il ricorso era fuori tempo (per inciso, trattasi dello stesso legale che, tempo dopo, caldeggiò la giunta Cipriani a definire la vicenda in via transattiva, purtroppo nuovamente inascoltato).

La logica conseguenza di tanta spregiudicatezza è stata la (prevista dall’avvocato del Comune, incomprensibilmente non ascoltato) sentenza di condanna alla quale il Comune ha inteso interporre appello nonostante il parere contrario dell’avvocato.

E che cosa hanno fatto i nostri amministratori 5Stelle? Hanno cambiato avvocato.

Risultato? Con l’appello il Comune è stato condannato a rifondere una somma ben maggiore di quella del primo grado.

Complimenti agli onesti!

Questi sono i fatti seppure sinteticamente riepilogati.

Insinuare, oggi, con maldicenza che i commissari “rilevarono una serie di leggerezze dell’appalto”, mai contestato   e messo in dubbio per la sua regolarità in nessuna sede, è un tentativo miserevole e meschino di far immaginare speculazioni e scenari vari mai esistiti . Le cose vanno chiamate con il loro nome, egregio avvocato non si mistifica per tentare di coprire la negligenza di quegli amministratori che allora si dichiaravano onesti, suoi assistiti .

Quindi non corrisponde al vero anche quello che racconta l’avvocato difensore della giunta Cipriani  circa il comportamento  del legale del Comune  “… che proponeva la definizione della controversia   con il pagamento  della somma di circa   220.000 euro  a favore dell’impresa  appaltatrice , ossia una conclusione diametralmente opposta  rispetto a quella ipotizzata  da lui stesso  e dai commissari prefettizi nel momento dell’avvio della causa…”  Altro che diametralmente opposta!

Leggiamo ancora sempre dal comunicato del legale della giunta Cipriani: “ La Corte dei conti ha quindi contestato agli amministratori della giunta Cipriani di non essere stati in grado di optare  per la soluzione più  economicamente conveniente  per l’ente  e sulla base  di tali considerazioni ha loro chiesto di concorrere   (condannati! n.d.r.)  ad un presunto  (accertato e sanzionato altro che presunto n.d.r.)  danno erariale,”

Leggiamo infatti, a smentita ancora  una volta di quanto sopra, cosa dichiara la Corte dei Conti nel suo atto di citazione:

Da quanto esposto nella parte in fatto emerge un evidente danno erariale derivante dall’ingiustificata ed irragionevole mancata adesione alla proposta conciliativa avanzata dal CTU nel corso del giudizio RG n. 50171/2014 che avrebbe potuto determinare rilevanti risparmi di spesa  per le casse comunali …. (pag 18).
In particolare la scelta  della giunta comunale di non aderire  alla proposta conciliativa  del CTU  (perito del tribunale n.d.r.) non risulta rispettare i criteri di economicità, razionalità, congruità e prudente apprezzamento (pag. 21)  (sottolineatura n.d.r.).
Particolarmente rilevante , ad ulteriore conferma  dell’irragionevolezza della condotta degli amministratori del Comune di Sedriano appare, poi, il parere dell’avvocato incaricato dell’ente, avvocato Borghesan, mediante il quale lo stesso aveva caldeggiato l’adesione alla proposta  di conciliazione avanzata dal CTU, palesemente vantaggiosa per  l’ente (pag. 23)
Era prevedibile una sentenza sfavorevole…. La soluzione transattiva avrebbe comportato un risparmio per l’ente quantificabile in almeno euro 200.000… nonostante la palese convenienza economica  della proposta conciliativa, puntualmente  esplicita da legale , la giunta comunale con deliberazione  nr 97 dell’11/07/2016 immotivatamente e ed irragionevolmente  (sottolineatura n.d.r.) ha stabilito di non aderire  alla medesima (pag. 23)
– Il pregiudizio subito dall’ente è risultato, dunque, ulteriormente acuito da tale ulteriore grave negligenza degli amministratori, che non hanno adeguatamente valutato gli interessi in gioco (pag. 26) – ( sottolineatura n.d.r.)
Gli stessi , infatti con inescusabile negligenza e manifesta trascuratezza, hanno deliberato di non aderire a una proposta conciliativa  di palese convenienza economica per l’ente , stabilendo irragionevolmente  di proseguire il giudizio nonostante dalle risultanze del CTU apparisse pressoché certa la soccombenza giudiziale (pag 29) – (sottolineatura n.d.r.)
Con il presente atto si contestano, dunque, agli odierni convenuti ( tutta la giunta Cipriani n.d.r.) le seguenti quote di danno ( seguono addebiti individuali … fino al totale di euro  272.980,9 poi ridotto a 68.245,23 (n.d.r.) (pag 31).
Questi sopra citati sono alcuni passaggi , impietosi e precisi, del giudizio di condanna scritto dalla Corte dei Conti  nell’istruttoria nr. 100746/2019 , giudizio n° 30636 , discussa  in consiglio comunale del 30 settembre u.s., per la grave e negligente amministrazione perseguita .
Oggi ci chiediamo: come è possibile alterare la realtà rovesciando completamente  il senso di quanto accaduto pur con  tutte le evidenze possibili?
Rimane, purtroppo alla fine,  una considerazione amara e triste : per anni quella struttura cosiddetta “Area feste “  pienamente  funzionante  sino al 2013 ( permanenza giunta Celeste) è stata interdetta alla fruizione  pubblica e arbitrariamente  lasciata marcire al degrado e all’incuria ,solo per un capriccio politico ai fini di denigrare la giunta Celeste  (non coinvolta minimamente dal giudizio della Corte dei Conti!), artefice della sua creazione  per il bene comune dei sedrianesi. E’ questo che si chiama amministrare con  prudenza del tutto straordinaria  come enfatizzato nella nota del legale incaricato dalla giunta condannata?

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