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La spallata per buttar giù il sindaco Laura Bonfadini e la sua maggioranza si è rivelata, com’era ampiamente prevedibile, un flop. E non poteva essere diversamente, visto i numeri  degli schieramenti che compongono il consiglio comunale. I fatici 7 voti favorevoli che avrebbero disarcionato Bonfadini non si sono materializzati (si sono fermati a 5), poiché non si è registrata alcuna defezione nella maggioranza. Ma l’obiettivo dell’opposizione, che ha arruolato nelle sue file l’ex assessora Elena Comerio e prima firmataria della mozione, era probabilmente solo quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblicato e mettere in cattiva luce l’amministrazione.  Ci è riuscita, chissà?  Certo è che la discussione non ha offerto novità a quello che già si sapeva. L’opposizione ha toccato tutti i tasti per seminare dubbi, ma la maggioranza non si è lasciata irretire dalla mozione dei sentimenti intrisa di presunte o tali inadempienze sciorinate come se piovesse dai firmatari della mozione. La maggioranza con Anna Papetti ha sottolineato che le ragioni della revoca delle deleghe a Comerio sono già state spiegate (comportamenti non in linea con la giunta e tendenti a destabilizzare gli equilibri). Poi ha respinto ogni accusa, anzi ha rinfacciato agli oppositori tutte le “nefandezze” compiute quando erano loro a guidare il municipio. E in particolare ha sottolineato che Enzo Tenti (Forza Italia) non ha esitato ad approfittare di Comerio per riaccreditarsi in Vittuone. La partita si è conclusa com’era iniziata.

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