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La trasformazione del comparto ex filanda si annuncia come uno snaturamento del centro storico. A sostenerlo in questa nota che ricevo e pubblico sono Fabrizio Masseroni e Simone Baroni, referenti di Alleanza Verdi Sinistra/Simeb.  In occasione dell’adozione del “piano attuativo ambito di trasformazione AT-1 – Ex cartiera” abbiamo avuto modo di poter leggere le carte e verificare le strade che l’amministrazione Colombo ha deciso di intraprendere per il futuro del centro di Bareggio. Innanzitutto, riteniamo che non tenere in considerazione le affermazioni della soprintendenza relative alla cartiera (ex filanda) l’edificio costituisce una significativa testimonianza della principale fabbrica storica di Bareggio e una delle poche testimonianze architettoniche storiche conservatisi nel centro urbano sia da parte della giunta Colombo, che distruggerà il centro storico, una operazione miope che non ha minimamente preso in considerazione un restauro /riuso anche parziale della struttura.

Oltretutto la stessa Soprintendenza ribadisce le seguenti cautele:

1) Mappale 153: si auspica che venga mantenuto l’impianto della pesa
2) Per il mappale 210 capannoni lineari con serbatoio dell’acqua e ciminiera si auspica attento progetto di riuso.

La Lega, il partito della sindaca, si è sempre dichiarato a protezione del territorio e della memoria storica del paese. Abbattendo però un edificio con una storicità importante per la cittadinanza di fatto cancella la memoria di almeno mezzo secolo di storia di Bareggio. Il nostro territorio è pieno di esempi di recuperi in edifici industriali storici: la filanda di Cornaredo (ora sede uffici comunali, cinema biblioteca), l’ex cotonificio Cantoni di Legnano, la fabbrica del vapore a Milano, Borletti, Distilleria Italiana Spiriti, Richard Ginori, Fondazione Prada….

Un secondo punto interessante è dove affermano che Gli spazi pubblici esistenti e previsti vengono, infatti, valorizzati anche con una nuova “forestazione” urbana... Considerandola nuova forestazione urbana un giardino di 2.500 metri quadrati (poco più di 3 campi da basket) dove sarà presente anche percorso pedonale, pista ciclabile, stalli per le biciclette ecc di fatto l’area a verde sarà minima per la “forestazione urbana” (dalla Treccani: foresta, insieme di piante prevalentemente arboree fittamente distribuite su una vasta superficie di terreno, che consta di diversi piani di vegetazione); ciliegina finale verrà realizzato un parcheggio pubblico per poter accedere all’area pari a 1500 metri quadrati, l’estensione dl parcheggio asfaltato sarà più della metà della forestazione urbana.

Ultima questione è l’affermazione della sindaca “… quest’area diventata una bomba ecologica…, lei evidentemente è a conoscenza di problemi di inquinamento sconosciuti alla cittadinanza (chiediamo un riscontro fattuale della segnalazione fatta sui social). E’ allora opportuno che anche i bareggesi abbiano consapevolezza del forte inquinamento aeriforme composto da polveri sottili che verrà sprigionato durante l’abbattimento dell’edificio.

Interessante inoltre evidenziare che, sebbene il carotaggio (obbligatorio per legge) di controllo dei terreni non abbia evidenziato problemi, la giunta abbia comunque deciso che Nel caso, in sede di demolizione dei fabbricati, si riscontrasse la presenza di inquinanti (eternit o altro) gli oneri necessari per detta operazione potranno essere scomputati dagli oneri di urbanizzazione. Ovvero, se nella demolizione degli edifici (che sono privati) ci fossero spese aggiuntive per la bonifica queste saranno a carico dei cittadini bareggesi oltre a regalare i terreni di proprietà pubblica al privato, gli eventuali oneri di gestione degli inquinanti saranno a carico del pubblico.

Un ottimo affare per il privato nel quale i costi saranno a carico dei cittadini bareggesi…..

 

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