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In Italia, una donna muore ogni 3 giorni per mano di un uomo, spesso un congiunto. Un terzo delle donne può lamentare di essere stata vittima di maltrattamenti, abusi o violenze. La violenza di genere e il femminicidio, che rappresenta l’estremo e drammatico epilogo di questa violenza, sono fenomeni strutturali con radici culturali. Le diseguaglianze presenti nella società ne sono la causa principale. Concentrarsi solo sulla violenza, trascurando la discriminazione, significherebbe intervenire troppo tardi.

Da qui la genesi della mozione che Matteo Braga (Pd) presenterà nel consiglio comunale di domani sera, lunedì 8. La politica per Braga ha una grande responsabilità ed è giusto che gli amministratori siano i primi ad impegnarci su questo fronte. La mozione è frutto della collaborazione i diversi giovani amministratori locali con l’obiettivo di promuovere un tavolo di lavoro finalizzato all’individuazione di soluzioni per prevenire e combattere la violenza e le discriminazioni di genere nei rispettivi territori.

E più di 30 consiglieri comunali e assessori, appartenenti a diversi colori politici e regioni d’Italia (da Nord a Sud), hanno sottoscritto questo appello. La mozione prevede impegni specifici per approfondire il tema della violenza di genere e individuare strumenti e soluzioni per contrastarla, anche a livello sovracomunale. Ecco il testo della mozione.

I sottoscritti consiglieri comunali Matteo Giovanni Braga, Tina Ciceri, Giancarlo Lonati e Lorenzo Zanzottera, ai sensi del vigente regolamento del consiglio comunale di Bareggio, chiedono che la seguente mozione venga discussa e votata nel prossimo consiglio comunale.

Considerato che:

▪ La violenza di genere è una delle principali forme di violazione dei diritti umani;

▪ La violenza di genere può essere esercitata in diverse forme, tra cui quella fisica, psicologica ed economica;

▪ Gli ultimi dati ISTAT disponibili, ripresi anche dal Ministero della Salute sui canali istituzionali, evidenziano che:

Il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale;

Di questo 31,5%, il 5,4% ha subito le forme più gravi di violenza sessuale, come lo stupro e il tentato stupro;

Il 13,6% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali da un partner o da un ex partner;

Alla fine del terzo trimestre del 2023 sono state 30.581 le chiamate totali al numero antiviolenza 1522, in aumento rispetto alle 22.553 del 2022 e alle 24.699 del 2021;

▪ La violenza di genere, in tutte le sue forme, può avere risvolti ancora più drammatici come l’uccisione della vittima;

▪ Come indicato dal Ministero dell’Interno, in Italia al 26 novembre risultano essere 107 le donne uccise nel 2023. Di queste, 88 sono state uccise in ambito familiare/affettivo e, di queste ultime, 56 sono state uccise per mano di un partner o ex-partner;

▪ Il femminicidio viene comunemente riconosciuto come l’omicidio di una donna alla cui origine ci sia una dinamica di sopraffazione, controllo o possesso a cui la donna è sottoposta da parte dell’uomo;

▪ La violenza sulle donne non è quindi un fenomeno che riguarda solo le donne, ma anche e soprattutto gli uomini;

▪ Nel 2013 l’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul, che tra i suoi punti principali riconosce che la violenza di genere “è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi” e che ha “natura strutturale”;

▪ L’educazione ha un ruolo fondamentale nella costruzione di relazioni basate sui principi di parità, equità e rispetto degli altri;

▪ Il 25 di novembre di ogni anno ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne;

Visto purtroppo anche gli ulteriori casi recenti, tra cui l’omicidio di Giulia Cecchettin che ha ulteriormente colpito la collettività e generato importanti movimentazioni che richiedono un intervento anche della politica.

Ritenuto infine che:

Per tutti i motivi riportati sopra sia necessario che la politica intervenga ad ogni livello per contribuire ad evitare ulteriori episodi di violenza di genere facendo leva su tre elementi chiave quali la sensibilizzazione, la prevenzione e la tutela delle vittime e dei soggetti a rischio.

Il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta del Comune di Bareggio:

• Ad assumere una chiara posizione di contrarietà nei confronti degli episodi e del fenomeno di discriminazione e violenza di genere;

• A verificare che la presenza di organismi, sportelli o altri riferimenti presenti sul territorio siano idonei e sufficienti, oltre che adeguatamente conosciuti, per rispondere alle necessità e richieste di aiuto delle vittime di violenza;

• A favorire proposte e interventi negli ambiti scolastici ritenuti adatti, in modo che sia promossa una sensibilità e cultura contraria ad ogni forma di discriminazione e violenza di genere;

• A richiedere al Governo risorse economiche da destinare e investire in progetti di prevenzione e in attività educative;

• A istituire un’apposita commissione, o consulta o tavolo di lavoro permanenti composti da rappresentanti dei gruppi consiliari, professionisti che operano nel settore (a mero titolo esemplificativo: forze dell’ordine, psicologi e psicoterapeuti …), rappresentanti delle associazioni del territorio attive nell’ambito e cittadini interessati, con l’obiettivo di studiare il fenomeno della violenza di genere, raccogliere dati relativi al territorio e proporre iniziative da trasmettere alla giunta stessa e anche in contesti di rete sovra territoriali.

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