Spendere 80.000 euro per regolarizzare il 10% delle mastelle che non lo erano ancora non è forse uno spreco intollerabile? A chiederselo è il gruppo civico Io amo Bareggio, che con Marco Gibillini critica il modus operandi dell’amministrazione Colombo.
«In questi giorni cittadini hanno ricevuto lo spot pubblicitario sulla TARIP. In realtà la distribuzione delle mastelle nuove avvenuta a giugno 2023 aveva coperto il 70% delle utenze, ovvero solo 7 famiglie su 10 avevano ritirato il nuovo contenitore pagato dai cittadini! Ora l’amministrazione cerca di recuperare il 30% delle famiglie che non hanno la nuova mastella mettendo i bollini sulle mastelle non valide. L’amministrazione pensa di raggiungere il 100% facendola ritirare dalle famiglie presso gli sportelli di Amaga in via 4 Novembre.
Riepiloghiamo hanno distribuito le mastelle nuove spendendo 80.000 euro perché solo il 90% delle famiglie avevano la mastella registrata correttamente, ora spendiamo altre risorse per distribuire il 30% delle mastelle nuove … Ma non si poteva raggiungere semplicemente il 10% della popolazione mancante senza spendere quegli 80.000 euro. Ovvero spendendo un terzo di quello che si spende ora per raggiungere i mancanti?
Speriamo poi che nella distribuzione di queste mastelle residue registrino correttamente nel database degli abbinamenti “famiglia/mastella”, in quanto il 10% dei mancanti erano sicuramente legate alle mastelle distribuite successivamente all’amministrazione Lonati. Non solo in questi 6 mesi di limbo altre utenze si sono aperte e chiuse per la TARI, saranno state registrate dai nostri amministraotri?
Nel dicembre 2017, fine amministrazione Lonati si era arrivati da una sperimentazione della TARIP durata 23 mesi, erano stati esposti i risultati in un’assemblea pubblica e i dati si trovavano presso gli uffici dell’ente, non solo il Database degli abbinamenti “famiglia/mastella” era corretto ed esaustivo.
Infine ora si sta parlando solo di utenze familiari. Anche le utenze aziendali hanno la gestione del rifiuto indifferenziato, anche quelle potrebbero godere dei risparmi legati a una migliore differenziazione, eppure le mastelle di questi ultimi non sono state redistribuite, non godranno di questi benefici? Eppure pagano il 37% della tassa dei rifiuti. Questa amministrazione lo sa che nonostante paghi il 37% della tassa crea solo l’11% del volume di indifferenziato? Ovviamente in base ai dati raccolti nel 2016 e 2017. E’ questo il modo di valorizzare le attività presenti sul nostro territorio. Credetemi non basta mettere una pista di pattinaggio o mettere le foto sui social».
