Ricevo e pubblico questa nota del Partito democratico sulla sparizione di piastrelle dal magazzino comunale e poi della miracolosa apparizione. Un episodio che il Pd trova imbarazzante e ancor più singolare che il sindaco Linda Colombo abbia negato di essere a conoscenza dei fatti.
Il compito di chi fa politica è anche quello di raccontare, oltre che vigilare, su quanto accade nel nostro comune e per questo motivo, come Partito democratico, ci teniamo a riportare un fatto che recentemente ci ha interessato direttamente e che riteniamo sia di rilevante importanza per tutti voi.
Intorno alla metà del mese di settembre, il nostro consigliere comunale Tina Ciceri, nello svolgimento delle proprie funzioni di mandato, era presente presso gli uffici del settore tecnico rendendosi in quel momento e inconsapevolmente testimone di una vicenda dalle connotazioni poco chiare che qui di seguito riportiamo.
Due operai in forza al Comune, recandosi presso il magazzino comunale per prelevare del materiale per pavimentazioni con la finalità di continuare un lavoro già iniziato in precedenza, si sono resi conto della mancanza di alcune piastrelle. L’incaricato del settore tecnico, prontamente informato, si è adoperato per cercare di capire cosa fosse successo, iniziando ad effettuare una serie di telefonate finalizzate a determinare la causa della sparizione del materiale e raccogliendo nel contempo una serie di informazioni utili sull’accaduto, relazionando prontamente il proprio responsabile operativo.
Alla luce delle risultanze emerse la nostra consigliera, in quel momento presente e data la gravità di quanto visto e sentito, ha ritenuto opportuno avvertire immediatamente la sindaca Colombo e la segretaria generale su quanto merso dalla prima indagine, raccogliendo nel corso di una successiva telefonata delle stesse la loro indicazione di estraneità ai fatti citati, in particolare della sindaca.
Vista l’importanza degli avvenimenti, come Partito Democratico, abbiamo formalizzato prontamente un’interrogazione secondo quanto previsto dal vigente regolamento del consiglio comunale, nella quale abbiamo riportato puntualmente quanto raccolto, vista la sua presenza, dal nostro consigliere comunale Tina Ciceri, così da poter cristallizzare i fatti e raccogliere per iscritto quanto accaduto da parte dell’amministrazione comunale.
Nel periodo di attesa della risposta alla nostra interrogazione sono incredibilmente riapparse presso il magazzino del Comune le citate piastrelle e successivamente, a poche ore della scadenza del termine di legge consentito per fornirci un riscontro alla nostra richiesta, è stata protocollata una lettera firmata da un soggetto residente in Bareggio con la quale lo stesso dichiarava che quanto avvenuto era dovuto “a causa di un disguido verbale”.
Dato che dalle risposte forniteci, peraltro molto stringate, non rileviamo indicazioni che soddisfano alcune nostre curiosità, ci sovvengono subito delle domande. La prima è quella di conoscere la persona con la quale questo cittadino, così come riportato nel virgolettato, abbia avuto questo disguido dato che nella risposta non viene indicata; la seconda è quella di capire come possa un cittadino aver avuto libero accesso in un area di proprietà comunale e quindi chiusa sia al momento della presa del materiale e sia in fase di riconsegna dello stesso, riconsegna peraltro avvenuta una decina di giorni prima della protocollazione del documento nel quale si parlava del supposto disguido; la terza, visto che la notizia non era di dominio pubblico, come e da chi possa essere stato messo a conoscenza il citato cittadino dei fatti successivi alla presa del materiale.
Cosa sarà mai stato detto a questo cittadino e soprattutto da chi per farlo sentire autorizzato a prendersi delle piastrelle pagate con i soldi dei cittadini per poi farne un uso personale?
Ma questa vicenda, dai contorni poco chiari, solleva ulteriori quesiti.
Se non fosse stata portata all’onore della cronaca dal Partito democratico, grazie alla presenza del suo consigliere comunale e dall’interrogazione protocollata sarebbe mai diventata di dominio pubblico?
Ed inoltre cosa sarebbe accaduto se il documento in cui viene dichiarato esplicitamente che è avvenuta un’appropriazione di materiale comunale non fosse mai stato prodotto?
E come mai questo documento è giunto molto tempo dopo dalla restituzione delle piastrelle?
Con chi ha preso accordi il cittadino interessato dal momento che ci risulta che ciò non sia avvenuto per il tramite degli uffici?
Chiediamo alla sindaca di controllare meglio l’operato della sua squadra perché qualcuno deve aver dato le chiavi del magazzino in cui erano custodite queste piastrelle ed è inaccettabile che un primo cittadino difronte ad un fatto di così rilevante importanza si sia limitato a rispondere che non era a conoscenza dei fatti e dia per chiusa questa vicenda con la laconica risposta fornita alla nostra interrogazione.
La vicenda come avrete ben capito ha assunto a nostro giudizio con le risposte fornite e i documenti correlati una connotazione ancor più ingarbugliata, dimenticando che in origine era presente un consigliere comunale che ha l’obbligo oltre che il dovere di fare emergere fatti e situazioni che vanno contro le regole ed in questo caso anche oltre la legge, alla quale ci riserviamo di ricorrere per fornire chiarezza ai fatti descritti, in merito ai quali, al contrario di quanto riportato nella nostra interrogazione, abbiamo volutamente omesso in questa fase di indicare nomi e cognomi degli intervenuti, seppur a nostra conoscenza.
