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La burocrazia quando ci si mette produce effetti esilaranti e danni per chi finisce nelle sue grinfie. Ecco un esempio perfetto di inefficienza e spreco che la burocrazia può causare, oltre alla sofferenza, rabbia e profonda amarezza che genera al cittadino che rimane vittima delle sue incomprensibili trame.

Un contribuente bareggese, durante il mese di ottobre, riceve dall’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Magenta, un avviso di liquidazione imposte con richiesta di pagamento di un importo di poco più di 200 euro. Con questi avvisi, l’Agenzia delle Entrate, notifica ai contribuenti la liquidazione di posizioni fiscali inerenti a dichiarazioni o adempimenti di varia natura soggetti al versamento di imposte.

Il nostro contribuente controlla la sua documentazione inerente alla posizione fiscale oggetto dell’avviso e verifica che questo è infondato. Avendo ottemperando a ogni suo obbligo non deve nulla all’Agenzia delle Entrate. Seguendo le indicazioni riportate nell’avviso, predispone un’istanza di annullamento in autotutela da consegnare all’Ufficio di Magenta.

L’autotutela è uno strumento a cui i contribuenti possono ricorrere quando hanno fondate motivazioni per chiedere l’annullamento o la revisione degli avvisi.

Telefona all’Ufficio al numero indicato sull’avviso ma nessuno risponde. Scopre che per avere accesso all’ufficio e consegnare la sua istanza deve chiedere un appuntamento attraverso il sito web dell’Agenzia delle Entrate. Cerca quindi di prendere appuntamento incontrando difficoltà. Sul sito web le indicazioni non sono sufficientemente chiare, sembrano fatte apposta per addetti ai lavori. Decide quindi di rivolgersi al suo consulente fiscale di fiducia e chiedere assistenza per l’appuntamento.

Il consulente prova a prendere l’appuntamento sul sito web e non gli viene dato a Magenta, ma a scelta a Vigevano, Borgomanero o Milano via Ugo Bassi.

Consulente e contribuente trovando bizzarro che per far valere le proprie ragioni si è costretti a rivolgersi ad un ufficio diverso da Magenta che ha notificato l’avviso, ma soprattutto trovano grottesco e fuori da ogni realtà doversi rivolgere ad un ufficio fuori mano, lontano, scomodo. Il nostro contribuente a questo punto si arrende, ormai dissuaso dal darsi da fare personalmente dà incarico al suo consulente per presentare online l’istanza di autotutela per l’annullamento dell’avviso.

Il nostro contribuente.

Con il ricevimento dell’avviso ha dovuto subire momenti di inquietudine. Ha buttato del tempo per verificare i documenti che fortunatamente ancora aveva. Ha inutilmente predisposto l’istanza di autotutela, che non ha potuto consegnare perché non è riuscito a prendere appuntamento con l’Ufficio di Magenta, ma gli sono stati proposti uffici con ubicazione inaccettabile.

Ha dovuto scomodare il suo consulente per chiedergli aiuto per l’appuntamento e poi incaricarlo per la pratica di autotutela online che fortunatamente il consulente gli ha omaggiato.

L’Agenzia delle Entrate.

Ha predisposto un avviso infondato con costi del personale e di gestione sprecati. Ha quindi sprecato tempo che avrebbe potuto far fruttare per altre posizioni contrastando effettivamente l’evasione e le irregolarità.

Ha dato dimostrazione di inefficienza e inefficacia. Di scarsissimo senso pratico e scarsissima conoscenza del mondo reale proponendo per l’appuntamento uffici con ubicazioni inaccettabili.

Ha dato dimostrazione di una cattiva organizzazione. Ciò che più pesa sulle finanze pubbliche. È vero che non viviamo in un paese dove i diritti civili sono calpestati.

È anche vero che se vogliamo mantenere questa situazione di libertà, democrazia, stabilità economica, per evitando derive pericolose, gli uffici pubblici devono essere efficienti e efficaci.

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