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La tutela dell’ambiente e il ripristino della natura sono valori irrinunciabili, ma, secondo Giuliano Colombo, in municipio fanno ben poco in merito, nonostante una legge europea in materia. 

Mentre a Bareggio Lega e Fratelli d’Italia sbandierano “tolleranza zero con i killer dell’ambiente”, si auto magnificano e glorificano per aver “identificato e sanzionato un altro cittadino per abbandono abusivo di rifiuti”, al Parlamento Europeo, i deputati della destra italiana, rappresentata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, i partiti del governo di Giorgia Meloni, votando contro cercando di affossare la fondamentale Legge Europea per il ripristino della natura.

L’amministrazione comunale guidata da Linda Colombo crede che tutelare l’ambiente sia quello: cogliere in flagranza, identificare e sanzionare chi abbandona rifiuti. Si tratta di una visione limitata e inadeguata. Le problematiche che interessano l’ambiente vanno ben oltre. È questo il limite di chi ha come riferimento politico e culturale i partiti che hanno cercato di affossare una legge europea di importanza vitale.

Questo atteggiarsi da fermi irreprensibili difensori dell’ambiente, per poi essere un ostacolo al progresso e ciò che rappresenta la vera sicurezza ambientale e alimentare, per tutti noi è preoccupante e dannoso.

Fortunatamente la legge “Nature Restoration Law” per il ripristino della biodivesità e il recupero delle aree naturali terrestre e marittime gravemente compromesse, è stata approvata dal Parlamento europeo. La prima legge sulla natura, proposta e approvata dal continente europeo, è passata con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti, bocciando la richiesta di rigetto del Ppe e dei gruppi di destra.

Sono stati sconfitti i parlamentari di destra spalleggiati dalle associazioni agricole e della pesca. Quelle cattive. Fuori dal tempo, distanti dai problemi reali, si sono opposti a una legge che tutela la biodiversità messa a rischio da cambiamenti climatici e dallo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e del mare.

La destra italiana e il governo Meloni, sulle politiche ambientali continuano a posizionarsi dalla parte sbagliata della storia, sostenendo strategie contrarie alla tutela dell’ambiente e del pianeta. Gli interessi di imprese e cittadini vanno garantiti adottando misure di vera tutela ambientale. È in gioco il nostro futuro, la nostra sicurezza ambientale e alimentare. L’80% per cento degli habitat europei è in cattive condizioni.

Cosa dice la legge europea sul ripristino della natura.

Non introduce l’obbligo di creare nuove aree protette o ostacoli alla creazione di impianti a energia rinnovabile. Al contrario indica proprio la realizzazione di questi impianti come di interesse pubblico.

Combatte il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, i rischi per la sicurezza alimentare.

Come stabilito dagli impegni internazionali del programma delle Nazioni Unite, prevede che gli stati membri mettano obbligatoriamente in campo misure necessarie per ripristinare almeno il 20% di tutte le aree terrestri e marine dell’Unione Europea entro il 2030 per ripristinare il 100% entro il 2050.

La legge si articola su numerosi target specifici tra cui: zero perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030, invertire entro il 2030 il trend del declino degli impollinatori, 25mila chilometri di fiumi tornati a scorrimento libero entro il 2030.

Sono ambiziosi target per migliorare lo stato di conservazione e di funzionamento dei principali ecosistemi, compresi quelli agricoli e urbani, e degli habitat naturali più importanti per salvaguardare la biodiversità.

Migliorare la salute e la diffusione degli insetti impollinatori, fondamentali per proteggere il settore agricolo e assicurare che possano proseguire nel loro importantissimo lavoro di fertilizzazione dei territori. Contrastare il pericolo di alluvioni e dissesti idrogeologici. Rimozione delle barriere fluviali inutili. Le assurde infondate critiche della destra.

La destra e l’estrema destra hanno contestato e si sono opposte alla legge, sostenendo come queste misure avrebbero reso più difficile il lavoro degli agricoltori, imposto la creazione di aree protette e ostacolato l’installazione di nuovi impianti per le energie rinnovabili. Critiche prive di fondamento, genericamente fuorvianti e soprattutto contestate dagli operatori del settore.

È invece proprio l’assenza di misure a tutela della natura a mettere a rischio il territorio agricolo, rendere precaria e difficoltosa l’attività e il settore agricolo soggetto a periodiche diffuse devastazioni ambientali.

È falso che la legge contenga l’obbligo di creare nuove aree protette poiché nessuna misura del genere è in essa contenuta. Non va a bloccare progetti per la creazione di nuovi impianti eolici o solari considerati invece di interesse pubblico.

Tutti noi dovremmo riflettere sulle ragioni della messa in campo di una pesantissima opposizione alla legge da parte dalle grandi lobby legate all’agricoltura e alla produzione di pesticidi. È gravissimo che la destra italiana e quella europea anziché schierarsi dalla parte dell’ambiente si schieri con queste lobby.

Da che parte stanno?

Con la natura, l’ambiente, la biodiversità, i popoli, le persone o con i grandi interessi economici?

Per la totalità del mondo scientifico europeo, ogni euro impiegato nel ripristino della natura produce un ritorno in valore economico dagli otto ai trentotto euro per l’intera comunità.

Questa legge è una norma avanzata di tutela ambientale e una rotta per la transizione ecologica.

È una legge ambiziosa che rappresenta un punto di svolta per la natura, il clima, l’economia, i popoli, i cittadini europei. La biodiversità è cruciale per la sicurezza alimentare. Rende i sistemi agricoli più resilienti ai cambiamenti climatici, ai parassiti, alle malattie. La natura ci offre suolo, acqua e aria puliti. Vitali per la nostra sopravvivenza. Dobbiamo avere capacità e volontà di contrastare gli effetti negativi su di essa. La natura è il nostro luogo collettivo vitale. Investire su di essa è il nostro migliore investimento. Ogni euro impiegato nel suo ripristino produce un ritorno in valore economico che nessun altro investimento è in grado di garantirci. La sicurezza del futuro ha un valore inestimabile.

Per Bareggio, per la nostra comunità, si auspica il recepimento anticipato degli avanzati contenuti di questa innovativa legge europea. L’avvio su una rotta che ci porti ad essere una comunità virtuosa, di eccellenza, moderna, verso un futuro migliore, apprezzabile, vivibile.

Si auspica uno strappo dalla mediocrità e dal torpore. La ricerca del bene comune. La definizione unanime di obiettivi di diffuso interesse comune e non più per i soliti pochi.

Il delinearsi da parte dell’amministrazione comunale di scelte coerenti con la rotta per la transizione ecologica che ci indica la Legge Europea di ripristino della natura. L’abbandono della condotta estrema di parte e del conservatorismo che si rivelerà suicida.

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