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L’amministrazione Bonfadini, scoprendo all’improvviso che in via Gandhi bisogna tagliare i pioppi per sistemare la pista ciclopedonale, non ha minante sospettato che avrebbe scatenato il finimondo. Sì, perché adesso un’altra associazione ambientalista, dopo Legambiente, protesta per quel che definisce uno scempio. Si tratta di “Alza la testa” di cui è referente locale il noto ambientalista Paolo Fagnani che non ha perso tempo per manifestare la contrarietà all’operazione che hanno in mente in municipio. Ecco la sua ferma presa di posizione:
1) La sindaca ha sempre ricevuto, annualmente, la comunicazione, a cui fa cenno per il rispetto delle distanze dalla sede ferroviaria (indirizzata, però, ad urbi et orbi)  ignorandola sistematicamente, quindi cos’è cambiato rispetto al passato? Nulla.

2) La comunicazione costituisce semplicemente un alibi per procedere all’abbattimento perché i pioppi non hanno mai costituito un problema contingente e il ritenerli pericolosi ora e non l’anno scorso, né gli anni precedenti è quanto meno bizzarro. Com’è balzano non ritenere gli altri pioppi, sempre in via Gandhi, altrettanto a rischio schianto. La possibilità di cadute di fronte a eventi estremi non può essere azzerata, ma solo ridotta con una attenta ed adeguata cura degli alberi. Cosa sistematicamente disattesa.
3) Logiche del tipo: alberi/pericolo possono indurre a riflessioni ingannevoli e fuorvianti. Perché non togliere di mezzo allora anche i platani di via Zara o gli alberi dei parco della Resistenza o quelli dell’asilo infantile “A. Moro”? Meglio ancora tagliare tutte le alberate cittadine.
4) Il deterioramento della pista ciclabile è dovuta alla totale mancanza di manutenzione da lustri, perché la pista non è mai stata ritenuta importante, se lo fosse stata si sarebbe provveduto al suo rifacimento da tempo.
5) Il buon senso della sindaca e dell’assessore avrebbe voluto un pronto intervento per la messa in sicurezza dell’alberata incriminata senza dover aspettare sollecitazioni da parte di RFI o i soldi del PNRR  che è bene ricordare sono per 2/3 a prestito, non un regalo).
Conclusioni: la pista, bellissima, sfavillante s’ha da fare, magari illuminata h24, giusto per dimostrare di aver saputo fare qualcosa (con i soldi dell’Europa), beh allora non cercate scuse o pretesti del tipo: ce lo impone il DPR del 1980 perché questo sarebbe ridicolo se non fosse maledettamente serio.
E dulcis in fundo la perizia commissionata dal Comune sarà, casualmente, in linea con le attese, ovviamente, però, certe decisioni (non solo questa) vanno assunte in piena trasparenza e buona fede, cosa, nella fattispecie totalmente assenti.
Fagnani ha anche scritto alla sindaco Laura Bonfadini:

In considerazione della determina dirigenziale n° 246 del 5 giugno 2023, avente ad oggetto l’abbattimento di 75 pioppi cipressini siti in via Gandhi , la invitiamo a documentare con opportuna perizia di terze parti la dichiarata pericolosità degli stessi. Le ricordiamo che le radici hanno gia’ da tempo compromesso la pista ciclabile, non solo , ma di recente le chiome sono state sensibilmente contenute in ragione di limitare il rischio di schianti o cadute rami, con una spesa che presumiamo considerevole. Se le ragioni, dell’intervento riguardano i danni provocati dalle radici dei pioppi, le chiediamo se è stata valutata l’ipotesi di una sua sistemazione e a quali costi, se no , per quali motivi.

L’essenze individuate per la sostituzione – lagerstroemia – sono piante sub tropicali di modestissime dimensioni e a lentissima crescita, il loro numero, previsto in sostituzione 100/ 110 dal punto di vista ambientale non può essere considerato come una adeguata compensazione. Ci chiediamo altresì se il preavviso di inizio lavori sia stato opportunamente comunicato con l’anticipo che buonsenso e norme richiedono. Ci permettiamo di invitarvi a riconsiderare la specie individuata, stante l’esistenza di alberi più idonei per climi e portamento alla aiuola spartitraffico presente (Carpini piramidali, querce fastigiate , tuje , chamaecyparis ecc.)

Per evitare che si ripresenti le stessa problematica di compromissione della pavimentazione della pista ciclabile il colletto delle essenze deve essere posto a livello del piano stradale e non del marciapiede. Per le considerazione sopra citate la invitiamo a sospendere qualsiasi attività in merito all’abbattimento. Ci riserviamo di intraprendere adeguate iniziative per la tutela del patrimonio arboreo.

PS. Incomprensibile la tempistica ristrettissima non dettata da alcuna urgenza , tra la determina e l’esecuzione dei lavori.

Pertinente conoscere la spesa prevista per la piantumazione delle lagerstroemia.

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