Il Partito democratico interviene sulla vicenda del taglio dei pioppi cipressini svettanti vicino alla linea ferroviaria e sulla ciclabile di via Ghandi che sta tenendo banco.
La ciclabile è stata costruita decenni fa e serve per accedere alla rete ferroviaria. Allo stato attuale non è più percorribile poiché il tappeto d’asfalto è danneggiato dalle radici più alte. Ci risulta sia stata verificata la possibilità di mantenere l’attuale piantumazione, alzando la pista a livello del marciapiede, cosa che non sarebbe sufficiente a coprire le radici rendendone necessario il taglio e portando danno agli alberi stessi.
Sono diverse le segnalazioni da parte degli utenti della rete ferroviaria che non possono utilizzarla in quanto il tappeto d’asfalto è completamente rovinato dalle radici più alte. La necessità di incrementare la mobilità dolce è sicuramente un obiettivo da raggiungere anche rispetto agli obiettivi di salvaguardia dell’inquinamento, e la collocazione centrale della nostra stazione rispetto a centro abitato la rende necessaria. Ricordiamo che questo progetto è connesso al progetto Biciplan di Città Metropolitana per favorire la mobilità dolce e la connessione con le arterie previste dal progetto principale.
Il progetto è finanziato con fondi PNRR per 400.000 euro per la messa in sicurezza e rifacimento del percorso ciclopedonale di via Ghandi. Ma il problema di questa piantumazione non è riferibile solo alla pista ciclabile, ma soprattutto alla sicurezza lungo la linea ferroviaria e anche sul tracciato stradale, come era abbastanza evidente prima del rifacimento della fognatura, che non funzionava più a causa delle radici e del manto stradale.
L’amministrazione comunale riceve annualmente secondo quanto comunicato dal sindaco in data 15 maggio scorso, da parte di RFI una richiesta per l’emissione di un’ordinanza sindacale contingibile e urgente per taglio rami ed alberi interferenti con la sede ferroviaria, in forza del D.P.R. 573 del 1980, tutt’ora vigente da indirizzare ai privati che hanno alberi siepi o altro che hanno alberi che possono interferire con le infrastrutture ferroviarie.
La lettera invita al rispetto di quanto previsto dall’art. 52 del citato D.P.R che prevede che le distanze dal primo massello della rete ferroviaria debbano essere quelle dell’altezza massima raggiungibile dalla pianta (che può arrivare fino a 30 metri) più due metri. Questa informativa non è una richiesta di circostanza perché anche il Comune è tenuto al rispetto della normativa sopra indicata e pioppi cipressini sono in una posizione che li rende potenzialmente pericolosi per le persone che si trovano a passare di lì, per la rete ferroviaria e la sede stradale in caso di eventi atmosferici estremi.
Quando succedono incidenti che coinvolgano infrastrutture critiche come i trasporti ferroviari, e possono succedere, le responsabilità civili e penali sono in capo al sindaco e al responsabile dell’ufficio tecnico, che sono obbligati ad adottare i necessari provvedimenti per la sicurezza delle persone e delle infrastrutture. Oltre ai costi che in caso di interruzione di pubblico servizio che sono di 1500 euro al minuto in carico al Comune e quindi dei cittadini di Vittuone.
Quello che viene omesso dalle posizioni emerse da parte di alcune associazioni è che l’intervento non è di semplice taglio, ma di sostituzione poiché i 98 pioppi cipressini, saranno sostituiti con la messa a dimora di circa 100/110 piante certamente con altezza minore di 4 metri e un apparato radicale più profondo e verticale. Ma si tratta di alberi veri e non di rametti come è stato scritto nel comunicato di Forza Italia dell’altro ieri.
Peraltro la pista ciclabile non può essere spostata dall’altro lato della strada e andrebbe a mettere a rischio la sicurezza dei ciclisti in quanto andrebbe ad interferire con un parcheggio e le uscite di mezzi pesanti dalle aziende.
