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Se c’è un’entrata che gli enti locali non si fanno mai mancare sono le sanzioni per violazione al Codice della strada. Certo i malcapitati cittadini non sono contenti, ma se poi riflettono che aver messo mano al portafoglio per pagare la multa per una buona causa, cioè che gli introiti vengono investiti per migliorare la sicurezza stradale, magari piangono con un occhio. Insomma se non è una consolazione è comunque bello sapere che la multa non è servita per far cassa come si è soliti pensare non conoscendo i meccanismi dell’amministrazione comunale. Ebbene nel 2022 i proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al Codice della strada ammontano in ben 293.194,47 euro, di cui 146.597,24 euro destinati e 165.235,27 euro utilizzati.

Ma in che modo il Comune ha impegnato gli introiti? Potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei propri corpi di polizia (36.649,31 euro); manutenzione delle strade, installazione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma delle barriere e sistemazione del manto stradale, redazione dei PGTU. Interventi a tutela degli utenti deboli, educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, assistenza e previdenza per il personale. Mobilità ciclistica (73.298,62 euro); interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell’ente (36.649,31 euro).

L’utilizzo delle entrate è così ripartito: 

 

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