Il drammatico incidente avvenuto nel sottopasso della Sp 214 che congiunge Sedriano a Arluno in cui ha perso la vita, Gioele Bruto, 19 anni, non è stato solo una tragica fatalità. Il tunnel in cui è accaduto il sinistro è teatro, purtroppo, di frequenti incidenti. La conformazione della curva particolarmente a gomito, talvolta la velocità superiore ai limiti, l’asfalto viscido per la pioggia, la cura dei pneumatici non conforme alle regole e altro, la carenza di apposita segnalazione sono fattori che hanno reso sin dai primi giorni dopo la sua inaugurazione come molto pericoloso il tratto di strada in questione. Tuttavia nel 2010 l’amministrazione allora in carica, pendendo atto della sequela di incidenti (4 sinistri nel 2010, 6 nel 2009 e altri nel 2008 rilevati dalla polizia locale) per fortuna non mortali, aveva proposto alla Provincia una serie di interventi per arginare la pericolosità di quella curva in galleria. Ma sinora non tutti gli accorgimenti sono stati attuati. L’incidente ha riportato in primo piano l’urgenza e la necessità di intervenire. Infatti i consiglieri d’opposizione Massimiliana Marazzini e Donatella Barini (Rilanciamo Sedriano) e Alfredo Celeste (Noi con Sedriano e Roveda) hanno presentato una mozione per “impegnare sindaco e giunta a far adottare dagli enti di competenza tutti gli accorgimenti e misure necessarie per evitare che si ripetano casi dolorosi e drammatici come quello a cui abbiamo assistito e percorrere quel tratto di strada con meno terrore e spavento”. Qual erano i lavori proposti per mettere in sicurezza il sottopasso? Stesa di asfalto drenante granulato nel tratto critico in discesa; illuminazione h 24 della galleria del sottopasso; illuminazione del tratto in discesa verso la galleria – direzione Arluno; ottimizzazione pompe idrovore d’aspirazione acqua piovana per intense precipitazioni; segnaletica verticale di pericolo – curva pericolosa ad inizio discesa; segnaletica ulteriore di limite 40 km/h con pannello luminoso lampeggiante giallo intermittente di pericolo; segnaletica luminosa gialla intermittente sul tratto in curva; segnaletica orizzontale di bande bianche rallentatrici rialzate e rumorose. Soluzioni allora raccomandate, poiché, in specie in condizioni di asfalto bagnato, l’insidia riconducibile al pericolo di perdita di controllo del veicolo, con conseguente invasione della corsia opposta e automatico scontro frontale, si è evidenziata in modo oggettivamente critico.
