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L’iter per giungere alla nomina della giunta che sembrava semplicissimo alla vigilia delle elezioni invece è divenuto molto complicato a urne aperte. Sì, perché la compagine di centrodestra ha vinto alla grande le elezioni, ma passando dal monocolore leghista della scorsa legislatura a quello pluricolore della nuova si è ritrovata con i vecchi equilibri saltati per aria e con pretese e appetiti non facile da gestire. Tutti reclamano posti in giunta che non erano quelli convenuti negli accordi prima del voto. Intanto stasera gli alleati si ritroveranno ancora per tentare di trovare la quadra, ma appare alquanto difficile che ci riescano da subito. Le criticità che il sindaco Linda Colombo si ritrova sul tavolo delle trattative riguardano, oltre alle pretese, a quanto si dice, di Bareggio nel cuore di avere due posti nell’esecutivo, la possibilità di riportare in giunta i non eletti Nico Beltramello (Lega) con la giustificazione che non ci sono altri candidati esperti di bilancio come lui e Roberto Pirota (FI), che non ha dalla sua particolari meriti da esibire e per di più il suo partito non ha centrato neppure il quorum per ottenere almeno un seggio. Se dovesse passare la linea del ripescaggio come nei campionati sportivi verrebbe messa in discussione l’ascesa e/o la conferma di altre figure, che sono state invece premiate dagli elettori. Una forzatura non proprio indolore che, fatta salva la conferma del vicesindaco uscente Lorenzo Paietta, costerebbe probabilmente il posto al presidente del consiglio Angelo Cozzi che ben ha assolto la funzione nella legislatura passata, per far posto a Beltramello. Se Beltramello si fosse candidato con la lista del sindaco, come gli era stato suggerito, oggi non ci sarebbe questo problema, ma a posteriore con un atto di generosità potrebbe essere arruolato e superare l’impasse. A ogni modo quella di Cozzi sarebbe un’esclusione eccellente, immotivata e per di più sacrificata sull’altare di scelte che vanno in direzione opposta a quella indicata dagli elettori. Certo che i primi passi del riconfermato mandato più che inaugurare un nuovo corso sembrano tornate in auge le vecchie logiche spartitorie e alla lottizzazione così care ai partiti che furono. Ma nulla è ancora compromesso, basta che il sindaco raddrizzi la barra e imponga strategie e scelte che non tradiscano la volontà degli elettori.

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