La Pasqua si avvicina e il parroco don Danilo Dorini ha voluto rendere partecipe la comunità con questa sua riflessione. Con l’ingresso di Gerusalemme inizia la settimana resa santa ossia resa diversa da tutte le altre, dalla scelta di Gesù stesso di portare a termine la missione affidatagli da Dio Padre.
Domenica delle Palme: è il giorno dell’accoglienza sincera da parte della gente comune e dell’attuazione delle trame nascoste da parte dei capi del popolo per eliminare Gesù.
Giovedì: il giorno della donazione che Gesù fa di se stesso nell’Eucaristia e il giorno del baratto – vendita di lui da parte del discepolo Giuda. Dice un vecchio adagio: non c’è peggior nemico dell’ex amico. Vale anche per Giuda.
È il momento della solitudine per Gesù, del discernimento per i discepoli e della tristezza per tutti.
Venerdì: un giorno dai molteplici contenuti:
- il voltafaccia del popolo sobillato dai capi: in 5 giorni dall’”osanna” al “crucifige”;
- il “politicamente corretto” imposto dalla mentalità dominante che non ammette opinioni diverse né tantomeno contrarie;
- Giorno della morte di Gesù: Lui è morto, realmente e non apparentemente, Lui e non un sosia al suo posto.
Sabato: giorno del silenzio e del dolore vissuto con dignità.
In Italia c’è la tradizione di visitare i sepolcri allestiti nelle varie chiese. È il giorno della preghiera silenziosa personale contemplando una pietà oppure un “Compianto sul Cristo morto”.
Domenica: è il giorno della vittoria sulla morte che rimane la penultima parola sulla nostra vita perché “oltre” c’è la vita in Dio.
È “l’ottavo giorno” e il primo dopo il sabato: la settimana inizia con la domenica e termina con la domenica successiva.
È il giorno dell’Alelu-jah ossia della lode a JHWH per aver fatto risorgere Gesù dalla morte.
È il giorno di Pasqua… di una buona Pasqua.
